Rugby in carrozzina: velocità e potenza

di Chiara Aruffo

La storia

Pittogramma rugby in carrozzina Tokyo 2020
Pittogramma del rugby in carrozzina creato per Tokyo 2020 (Copyright Olympics)

Il rugby in carrozzina nasce nel 1977 a Winnipeg (Canada), grazie a un gruppo di atleti tetraplegici che cercavano un’alternativa al basket in carrozzina. L’idea era quella di uno sport a cui potessero partecipare anche giocatori con ridotta funzionalità delle braccia e delle mani. Il rugby in carrozzina si espande inizialmente in Nord America e alla fine degli anni ’80 anche in Europa grazie a una serie di tornei internazionali. Nel 1990 è uno sport dimostrativo agli International Wheelchair and Amputee Sports (IWAS) World Games (Mondiali per atleti in carrozzina ed amputati). Nel 1994 arriva il riconoscimento dell’International Paralympic Committee (IPC) come sport paralimpico. Due anni dopo, è uno sport dimostrativo ai Giochi di Atlanta 1996 ed entra a far parte stabilmente del programma paralimpico da Sydney 2000.

A livello mondiale il rugby in carrozzina risponde dal 1993 all’International Wheelchair Rugby Federation (IWRF), riconosciuta dal Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) nel 1994. In Italia, la Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali (FISPES), istituita nel 2010, gestisce l’attività a livello nazionale.

Storia rugby in carrozzina

Come si gioca

Il rugby in carrozzina si gioca al chiuso in un campo di dimensioni 28 x 15m al centro del quale è disegnato un cerchio e una linea che divide il campo in due metà. Alle estremità del campo si trovano due Key Area (1.75 x 8 m) e le linee di meta. Ogni partita ha una durata di quattro quarti di 8 minuti effettivi di gioco. In caso di parità allo scadere del tempo regolamentare, si giocano tre tempi supplementari di 3 minuti ciascuno. Due squadre miste (uomini e donne giocano insieme) di quattro giocatori ciascuna si affrontano con l’obiettivo di portare la palla oltre la linea di meta. Una meta è considerata valida quando le due ruote della carrozzina oltrepassano la linea di meta e il giocatore è in possesso della palla (che può anche essere tenuta sulle gambe). Dal momento in cui una squadra entra in possesso palla, ha 40 secondi di tempo per segnare una meta. La palla può essere passata – solamente con le mani – in qualsiasi direzione, anche in avanti contrariamente al rugby per normodotati. C’è un aspetto regolamentare importante: a livello internazionale viene assegnato a ogni atleta un punteggio di disabilità (da 0,5 a 3,5 che corrisponde alle sette classi di sport) e la squadra in campo, globalmente, non deve superare il punteggio di 8. Tale punteggio viene incrementato di 0.5 punti per ogni giocatrice in campo.  

rugby in carrozzina italia
Gli azzurri Davide Giozet e Mattia Faccioli agli Europei 2018 (foto FISPES)

Giochi Paralimpici

Schema riassuntivo rugby in carrozzina Olimpiadi Tokyo 2020

Il rugby in carrozzina è uno sport dimostrativo ai Giochi di Atlanta 1996 ed entra a far parte stabilmente del programma paralimpico da Sydney 2000.

Il medagliere paralimpico vede in testa gli Stati Uniti con 6 medaglie (3 d’oro), seguiti da Australia e Nuova Zelanda.

L’Italia non è mai riuscita a qualificarsi alle Paralimpiadi.

Tokyo 2020

Alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 è in programma un evento di rugby in carrozzina: il torneo misto a 8 squadre. Parteciperà un totale di 96 atleti, senza limitazioni di genere.

La prima squadra qualificata è stata la vincitrice dei Mondiali 2018. I restanti pass paralimpici sono stati assegnati tramite tornei continentali di qualificazione e un torneo di qualificazione finale. Il Giappone, in qualità di nazione ospitante, ha iscritto di diritto una squadra. L’Italia non è riuscita a qualificare nessuna squadra. Il torneo paralimpico vedrà dunque sfidarsi: Giappone, Australia, Danimarca, Gran Bretagna, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada e Francia.

Eventi maschiliEventi femminiliEventi misti
Torneo a 8 squadre
Statistiche rugby in carrozzina Tokyo 2020

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