Badminton: dall’Europa all’India e ritorno

di Chiara Aruffo

La storia

Pittogramma del Badminton creato per Tokyo 2020 (olympics.org)

Le origini del badminton risalgono probabilmente agli albori dell’umanità, quando già 2000 anni fa uno sport simile veniva giocato in Cina, Giappone, India, Tailandia e Grecia. Alla fine del diciannovesimo secolo, tra il 1856 e il 1859, presso la residenza del duca di Beaufort in Inghilterra, il badminton attuale inizia a prendere forma a partire da un gioco conosciuto come “battledore and shuttlecock”, con ogni probabilità introdotto da ufficiali inglesi di stanza a Poona (India). Pochi anni dopo, nel 1877 viene stilato il primo regolamento del badminton e nel 1893 viene istituita l’associazione di badminton inglese che ha il compito di regolamentare il gioco a livello internazionale.

La federazione internazionale di Badminton oggi è la Badminton World Federation (BWF), che nel 2006 ha sostituito la International Badminton Federation (IBF) fondata nel 1934.  In Italia, la federazione nazionale è la Federazione Italiana Badminton (FIBa).

Il gioco del badminton

Il badminton si gioca utilizzando una racchetta con impugnatura lunga e forma quasi sferica. Con la racchetta si prova a colpire il volano, un oggetto leggero di forma conica aperta composto da 16 piume infilate in una base semisferica. Il campo da gioco è rettangolare, lungo 13,4 metri e largo 5,2 metri (nel singolo) o 6.1 metri (nel doppio). Una rete posta ad un’altezza di 1.52 metri (al centro) divide il campo in due metà, in ciascuna delle quali prende posizione il giocatore singolo o la coppia.

Una partita di badminton si gioca al meglio di tre set, ciascuno di 21 punti. Un punto viene assegnato se il volano tocca terra nel campo avversario, se l’avversario indirizza il volano fuori dall’area di gioco valida (avversaria o propria) o nella rete, se si colpisce il corpo dell’avversario. Il vincitore dello scambio guadagna un punto e ottiene il servizio in battuta. Sul 20 pari, il giocatore che per primo fa due punti consecutivi vince il set; sul 29 pari, il giocatore che per primo arriva a 30 vince il set.

Giochi Olimpici

Il badminton fa il suo esordio alle olimpiadi estive a Monaco 1972, ma è soltanto in occasione di Barcellona 1992 che entra a far parte del programma olimpico.  Le discipline olimpiche sono cinque: singolo maschile, singolo femminile, doppio maschile, doppio femminile e doppio misto (incluso a partire da Atlanta 1996).

Il medagliere olimpico è dominato da nazione asiatiche: al primo posto troviamo la Cina (41 medaglie di cui 18 d’oro), seguita da Indonesia e Corea del Sud. Alle Olimpiadi di Londra 2012, la Cina è riuscita in un en plein storico, conquistando la medaglia d’oro in tutte e cinque le discipline. L’Italia ha partecipato a tre edizioni dei giochi olimpici, sempre con una sola atleta. Agnese Allegrini ha preso parte al torneo singolo femminile di Pechino 2008 e Londra 2012, mentre Jeanine Cicognini a quello di Rio 2016.

Tokyo 2020

Il badminton alle Olimpiadi di Tokyo 2020 vedrà la partecipazione di 172 atleti (86 uomini e 86 donne), con un massimo di 16 atleti per nazione (due atleti per i tornei singoli e due squadre di doppio). Ogni torneo singolare avrà quindi 38 partecipanti, mentre saranno 32 (16 squadre) gli atleti impegnati in ciascuno dei tornei di doppio. I posti disponibili saranno assegnati in base al ranking mondiale che verrà pubblicato il 29 aprile 2021, eccezion fatta per due posti riservati al Giappone in qualità di nazione ospitante e sei posti riservati dalla Commissione Tripartita per assicurare che in ogni torneo ci sia almeno un rappresentante per continente.

Eventi maschiliEventi femminiliEventi misti
SingoloSingoloDoppio
DoppioDoppio

Per l’Italia Fabio Caponio è l’atleta con le maggiori speranze di qualificazione, ma attualmente naviga ancora lontano dall’ultima posizione disponibile.

Foto di copertina: Pixabay

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