Paralimpiadi giorno 9: ciclismo d’oro, straordinario argento di Petrilli, sei medaglie nel nuoto, due nell’atletica

L’Italia esulta per l’oro del Team Realy (foto FCI)

Nona giornata di gare alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, altra pioggia di medaglie (10) il bottino azzurro sale a 58 medaglie: 13 oro; 25 argento, 20 bronzo. Eguagliato il medagliere di Seul 1988. Nell’atletica Oney Tapia è medaglia di bronzo nel getto del peso; Martina Caironi è medaglia d’argento nel salto in lungo. Nel ciclismo medaglia d’oro per l’Italia nel Team Relay (staffetta a squadre) di handbikecon Luca Mazzone, Paolo Cecchetto, Diego Colombari. Nel nuoto medaglie d’argento per Antonio Fantin nei 400 stile libero S6; per Simone Barlaam nei 100 farfalla S9 (quarto Federico Morlacchi); per Stefano Raimondi, secondo nei 100 dorso S10 (quarto Riccardo Menciotti) e per Arjola Trimi nei 50 stile libero S4; medaglia di bronzo per Francesco Bettella nei 50 dorso S1 e per Luigi Beggiato nei 50 stile libero S4. Nel tiro con l’arco Enza Petrilli, esordiente ai Giochi e alla sua seconda gara internazionale, è medaglia d’argento, battuta per un solo punto 6-5 (10-9) e solo allo spareggio da Zahra Nemati (Iran).

Atletica: bronzo per Tapia, argento per Caironi

La giornata comincia bene: Oney Tapia è medaglia di bronzo nel getto del peso Classe F11. Medaglia d’oro al brasiliano Alessandro Rodrigo da Silva con il nuovo record paralimpico (metri 43.16), argento per l’iraniano Mahdi Olad (40.60) e bronzo per Oney Tapia (39.52). E’ la sua seconda medaglia di bronzo in questi Giochi dopo quella nel getto del peso F11, terzo con m 13.60 dietro ai soliti due: primo è Olad (14.43) secondo da Silva (13.89). E’ anche alla seconda partecipazione ai Giochi Paralimpici dopo Rio 2016 dove ha conquistato la medaglia d’argento nel lancio del disco. Ha 45 anni, è nato all’Havana, a Cuba, è in Nazionale dal 2015 e gareggia per le Fiamme Azzurre.

Nel 2002 viene in Italia per giocare a baseball nell’Old Rags Lodi, gioca anche nel Montorio Veronese e a rugby. Lavora come giardiniere quando arriva l’imprevisto. Il 25 maggio del 2011 diventa una data indimenticabile: gli cade addosso un grande ramo di un albero che dev’essere abbattuto, non riesce a evitare l’urto, lo colpisce al volto e gli scoppiano i bulbi oculari. La diagnosi è spietata: cieco. Ma Oney non è ragazzo che si arrende facilmente: si è calato presto nella sua nuova realtà dedicandosi allo sport. Il primo è il Goalball in cui vince il campionato italiano con la Omero Bergamo ed è protagonista nella nazionale italiana che conquista il terzo posto agli Europei del 2013.

Si avvicina per caso all’atletica paralimpica e in breve ne diventa protagonista dedicandosi prima al lancio del disco e poi al getto del peso. La sua è una carriera-record. Nel 2013 fa il record italiano con metri 30,99; nel 2015 si supera e con 40.26 è record del mondo; a Rio 2016 è medaglia d’argento; nel 2018 è campione europeo ancora con un record del mondo: 46.07. Nel frattempo (2017) partecipa a “Ballando con le stelle” e vince in coppia con Veera Kinnunen. Vive in provincia di Bergamo, a Sotto il Monte, il paese di Papa Giovanni XXIII.

E’ d’argento, come a Rio 2016, Martina Caironi nel salto in lungo. Vanessa Low (Australia) salta a 5.28; la bergamasca salta 5.14. Terza Elena Kratter (Svizzera) 5.01. Vanessa Low realizza il primato mondiale della Classe T61 mentre Caironi resta detentrice del record del mondo T63 con 5.19 realizzato il 17 giugno scorso a Nembro in provincia di Bergamo.

Il ciclismo è d’oro con il Team Relay (staffetta) di handbike

Luca Mazzone, Paolo Cecchetto e Diego Colombari vincono sotto una pioggia battente. Il ct Mario Valentini ha scelto Cecchetto in prima frazione, Mazzone in seconda e Colombari in terza. Un giro per ogni frazione. L’Italia ha concluso la prova con il tempo di 52’32, seconda la Francia a 31”; terzi gli Stati Uniti a 39”. E’ la settima medaglia per il paraciclismo al Fuji Speedway, la prima d’oro che fa seguito ai cinque argenti (due per Mazzone, uno per Cornegliani e uno per Farroni) e un bronzo (l’unico podio al femminile, griffato Aere).

Nuoto, 4 medaglie d’argento e 2 di bronzo

Il primo argento della giornata è di Antonio Fantin nei 400 stile libero Classe S6. Medaglia d’oro a Talisson Henrique Glock (Brasile) che ha battuto l’azzurro soltanto negli ultimi metri con il tempo di 4’54”42 contro i 4’55”70 di Fantin. Terzo posto per Viacheslav Lenskii (Russia) in 5’04”84. Per il nuotatore veneto è la quarta medaglia personale dopo la medaglia d’oro con record del mondo nei 100 stile libero S6 e le due medaglie d’argento nella staffetta mista 4×50 m stile libero 20 punti e nella staffetta maschile 4×100 stile libero 34 punti.

Il secondo argento è di Simone Barlaam: 100 farfalla S9 in 59”43. Per batterlo e conquistare la medaglia d’oro William Martin (Australia) ha dovuto stabilire il record del mondo: 57”19. Terzo Alexander Skaliukh (Russia) 1’00”54. Quarto, per soli 21 centesimi di secondo, Federico Morlacchi. Gli italiani hanno protestato, perché Martin ha caratteristiche da S10 (disabilità minima), più che da S9 ma non è servito a niente.

Il terzo argento è di Stefano Raimondi: 100 dorso S10 in 59”36. Anche qui per batterlo e conquistare la medaglia d’oro Maksym Krypak (Ucraina) ha dovuto stabilire il record del mondo: 57”19. Terzo Florent Marais (Francia) 1’01”30. In pratica lo stesso podio dei 100 farfalla due giorni fa, il 31 agosto. Quarto Riccardo Menciotti in 1’01”46.

Il quarto argento è di Arjola Trimi: 50 stile libero S3-S4 in 40”32, nuovo record del mondo della Classe S3. Medaglia d’oro a Rachel Watson (Astralia) che, per battere l’azzurra, ha dovuto stabilire il primato paralimpico: 39”36; bronzo a Marta Fernandez Infante (Spagna) in 40”85. In questa finale Arjola, unica della Classe S3, ha dovuto competere con atlete di categoria S4, cioè con minore grado di disabilità rispetto alla S3. Per Arjola Trimi comunque un grandissimo risultato: è la prima volta che un’atleta della Classe S3 scende sotto la barriera dei 41 secondi.

E’ bronzo, invece, per Luigi Beggiato (tempo 38”12) nei 50 stile libero S4. Oro ad Ami Omer Dadaon (Israele) in 37”21; argento a Takayuki Suzuki (Giappone) 37”70. Come rivelato da lui stesso: “Mi si sono accavallate le gambe in partenza e questo non mi ha permesso di avere un buon assetto in gara”. Per lui, terza medaglia d’argento: due individuali con quella dei 100 metri stile libero più quella di squadra nella 4×50 mista, sempre stile, 20 punti insieme con Giulia Terzi, Arjola Trimi e Antonio Fantin.

Tiro con l’arco, Petrilli debutta con un argento

Pioggia per tutta la gara e splendida medaglia d’argento per Enza Petrilli, 21 anni, nel tiro con l’arco individuale ricurvo. Ottimo risultato per la reggina esordiente alle Paralimpiadi e alla seconda gara internazionale. Petrilli, sotto di 5-1 dopo i primi 3 set, è stata autrice di una incredibile rimonta e ha costretto allo spareggio la favorita iraniana Zahra Nemati. La gara è terminata 6-5 (10-9) e vale il terzo oro consecutivo per Nemati, alla terza medaglia d’oro consecutiva dopo Londra 2012 (battuta in finale Elisabetta Mijno) e Rio 2016.

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⏩ Per un approfondimento sul ciclismo paralimpico su strada:

https://www.sportopolis.it/ciclismo-paralimpico-su…/

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