Il judo paralimpico: la variante per atleti con disabilità visive

di Chiara Aruffo

La storia

pittogramma judo paralimpico
Pittogramma del Judo Paralimpico creato per Tokyo 2020 (olympics.org)

Il judo paralimpico è la variante del judo dedicata ad atleti ipovedenti e ciechi. Le competizioni maschili sono state introdotte alle Paralimpiadi di Seul 1988, mentre quelle femminili hanno dovuto attendere Atene 2004. Fino all’introduzione del taekwondo paralimpico (esordio previsto a Tokyo 2020), il judo paralimpico è stato per molti anni l’unica arte marziale presente nel programma paralimpico.

A livello internazionale, il judo paralimpico è regolato dall’International Blind Sports Federation (IBSA) fondata nel 1981 a Parigi. In Italia, l’organo di riferimento è la Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi (FISPIC), fondata nel 2010.

Storia judo paralimpico

Classi e categorie

Nel judo paralimpico sono ammessi a gareggiare solamente atleti affetti da disabilità visiva. Gli atleti sono suddivisi in classi di sport a seconda del livello di disabilità, in ordine decrescente da B1 (atleti ciechi) a B3 (atleti con visibilità parziale). Tuttavia, tutte le classi di sport competono insieme e l’unica suddivisione effettiva è quella in base alle categorie di peso. Le tecniche e le regole sono praticamente identiche a quelle del judo per normodotati. L’unica differenza significativa è il fatto che i judoka devono afferrarsi per il judogi (uniforme da judo) prima di iniziare il combattimento. Inoltre, gli atleti non vengono penalizzati se escono dal tatami, a meno che ciò non avvenga in maniera intenzionale, anzi l’arbitro li richiama dal centro del tatami per aiutarli a ritrovare il senso della posizione. Gli atleti ciechi hanno un cerchio rosso cucito sullo judogi in modo tale da essere identificati. Ai Giochi Paralimpici, gli atleti maschi sono suddivisi in sette classi di peso, mentre le donne in sei classi di peso. A partire dal 2016, la federazione internazionale ha varato un nuovo regolamento per cui la durata delle gare maschili viene equiparata a quella delle competizioni femminili (4 minuti).

carolina costa
L’atleta azzurra Carolina Costa (in blu) impegnata in un combattimento (Foto judoinside.com).

Giochi Paralimpici

Schema riassuntivo judo paralimpico Olimpiadi Tokyo 2020

Il judo paralimpico ha esordito alle Paralimpiadi di Seoul 1988 con le competizioni maschili. Le donne hanno invece combattuto per la prima volta a Atene 2004. Per molti anni il judo paralimpico è stata l’unica arte marziale in programma ai Giochi Paralimpici, primato che si concluderà in occasione di Tokyo 2020 che vedrà l’esordio del taekwondo paralimpico.

Il medagliere paralimpico del judo paralimpico vede al comando il Giappone (30 medaglie), seguito da China e Cuba. Il judoka Antônio Tenório da Silva è l’atleta più medagliato del judo paralimpico con 6 medaglie, di cui 4 d’oro conquistate in quattro edizioni consecutive tra Atlanta 1996 e Pechino 2008.

L’Italia ha partecipato alle Paralimpiadi 6 volte (mancando le ultime due edizioni) e ha conquistato 4 medaglie. La prima medaglia, un argento, è stata vinta a Seoul 1988 da Walter Monti; gli altri tre bronzi sono invece arrivati ai Giochi Paralimpici di Barcellona 1992 con Matteo Ardit, Davide Albertini e Franz Gatscher.

Tokyo 2020

Alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 sono in programma 13 eventi di judo paralimpico. Parteciperà un totale di 138 atleti (80 uomini e 58 donne).

La qualificazione paralimpica avverrà in base al ranking mondiale in data 31 maggio 2021. Circa un terzo dei posti disponibili sono a disposizione esclusiva degli atleti appartenenti alla classe B1. Tredici pass (uno per evento) sono riservati al Giappone in qualità di nazione ospitante. Ulteriori tredici pass sono riservati per gli inviti della Commissione Bipartita. Ogni nazione può iscrivere un massimo di un atleta per evento (13 totali).

Eventi maschiliEventi femminili
- 60 kg- 48 kg
- 66 kg- 52 kg
- 73 kg- 57 kg
- 81 kg- 63 kg
- 90 kg- 70 kg
- 100 kg+70 kg
+100 kg

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