Federnuoto, 5 convocazioni che provocano un polverone!

di Chiara Aruffo

A 24 ore dall’annuncio della Federnuoto di inserire tra i convocati alle Olimpiadi di Tokyo Federica Pellegrini, Federico Burdisso, Martina Rita Caramignoli, Gabriele Detti, Marco De Tullio proviamo ad analizzare i fatti e le reazioni.

Ieri mattina un comunicato della Federnuoto ha annunciato la proposta del DT Cesare Butini di inserire tra i convocati alle Olimpiadi di Tokyo 5 atleti, senza aspettare lo svolgimento delle gare di qualificazione in programma a dicembre e marzo. I cinque atleti in questione sono Federica Pellegrini, Federico Burdisso, Martina Rita Caramignoli, Gabriele Detti, Marco De Tullio. Federica Pellegrini è campionessa mondiale in carica dei 200 stile libero, mentre per i restanti 4 atleti vengono prese in conto le prestazioni ottenute durante i Campionati italiani – 57° Trofeo Sette Colli di agosto, e delle posizioni individuali nei ranking mondiali 2019 e 2020. Da sottolineare che tutti gli atleti citati sono stati vittima del Covid, che li ha costretti ad interrompere gli allenamenti. Sembrerebbe proprio questo il motivo alla base della proposta: garantire loro sin da subito un posto per Tokyo in modo tale da rimodulare la programmazione degli allenamenti solo in vista di tale obiettivo, senza dover preoccuparsi di preparare anche un’eventuale gara di qualificazione. Ricordiamo però, che i cinque atleti in questione non si erano comunque qualificati lo scorso anno agli Assoluti di dicembre, programmando quindi la stagione in vista di una qualificazione a marzo per gareggiare poi in estate ai Giochi Olimpici.

Come ci si poteva aspettare, non sono mancate le reazioni di più nuotatori azzurri che contestano la mancanza di uguaglianza di trattamento tra gli atleti. Primo tra tutti capitan Scozzoli che tramite social fa sapere che pur non avendo nulla contro gli atleti proposti, ci sarebbero molti altri atleti che rientrerebbero negli stessi criteri. Inoltre, sottolinea come molti di essi siano parte di progetti federali quindi già in una posizione di vantaggio per quanto riguarda la possibilità di allenarsi in un periodo non facile per le piscine italiane. Sulla stessa linea anche Martina Carraro che in un lungo sfogo parla di come molti atleti siano arrivati a gareggiare al Settecolli di agosto dopo essersi allenati in condizioni di disagio, senza peraltro sapere all’epoca che i risultati ottenuti sarebbero stati presi in considerazione per un’eventuale qualificazione olimpica. Tra gli altri: Thomas Ceccon ironicamente dice “quant’è bella la meritocrazia”, mentre Silvia Di Pietro lascia a noi l’interpretazione di tre puntini di sospensione. Dall’altra parte, è giusto menzionare la risposta di Federica Pellegrini che ha annunciato sempre tramite social che lei se la giocherà sul campo. Chapeau, vedremo se la sua richiesta sarà accolta.

La scelta dei convocati chiude di fatto la porta alle convocazioni dei 400 stile maschili per cui verrebbero qualificati d’ufficio Gabriele Detti e Marco De Tullio, e nei 1500 stile libero femminili dove Martina Caramignoli occuperebbe il secondo posto disponibile (Simona Quadarella ha già conquistato il pass olimpico). Chi ci assicura che così facendo non lasceremo a casa qualche giovane che esplode in questa stagione? Prendiamo l’esempio di una Giulia Salin che aveva mostrato notevoli potenzialità sulla lunga distanza, a soli 18 anni c’è da aspettarsi che crescerà ancora quest’anno. Non credere nelle potenzialità dei giovani un anno fa, ci avrebbe privati dell’argento mondiale di Benedetta Pilato.

La cosa che forse lascia più perplessi è la tempistica dell’annuncio del DT Cesare Butini: in fondo manca meno di un mese agli Assoluti Invernali, perché non lasciare gareggiare gli atleti almeno lì? Sappiamo che le integrazioni delle squadre sono una prassi comune, sempre nell’ottica di portare i migliori atleti e venire incontro a chi potrebbe aver avuto problemi durante l’anno. Lo stesso annuncio ad aprile non avrebbe molto probabilmente fatto arricciare il naso a nessuno, anzi. Cosa succede adesso nel caso domani si ammalasse un altro atleta del giro della nazionale, per esempio Elena Di Liddo che ai Mondiali 2019 è arrivata quarta nei 100 farfalla o la stessa Martina Carraro bronzo mondiale nei 100 rana?

La sensazione è che le discussioni non finiranno qui: l’emergenza sanitaria non è di certo finita, e questo avrà certamente un impatto sul percorso di qualificazione per Tokyo.

Martina Carraro ai Mondiali di Gwangju 2019 (foto Andrea Staccioli / Deepbluemedia / Insidefoto)

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