Campioni di umanità

Ragazzi, mi raccomando i tagli e i blocchi… E tu, Pachito, non forzare il tiro, cerchiamo lo scarico…avanti, forza” “Che dice?” “Non lo so, saranno cose di pallacanestro…”

di Gigi Marchitelli

Tutti, meno uno: lui, il protagonista, Marco Montes (Javier Gutierréz), allenatore in seconda di una importante squadra di pallacanestro del campionato spagnolo. Bravo nel suo lavoro ma pieno di sé, arrogante, incapace di controllarsi, di umanità ne dimostra pochina. Dà il meglio di se in una di quelle giornate di cui si dice “era meglio non alzarsi dal letto”.
Prima prende una multa, che straccia immediatamente. Poi litiga in campo con il primo allenatore, anzi, dà vita a una vera e propria colluttazione. Quindi alza il gomito, ha un incidente, viene fermato dalla polizia e tampona l’auto della stessa polizia.
Il risultato: perde il lavoro ed è condannato a tre mesi di lavori sociali, che sconterà allenando “Los Amigos”, la squadra di pallacanestro di un’associazione per disabili intellettivi.
Così inizia “Non ci resta che vincere” (titolo originale, Campeones), film del regista Javier Fesser su soggetto dello stesso Fesser e di David Marqués che utilizzano questa trama per indagare in modo realistico e naturale su quante barriere può costruirsi l’uomo comune davanti a qualcosa che non conosce.
L’atteggiamento di Marco quando incontra la sua nuova squadra è tra l’incredulo e il disperato. Non sa approcciarsi a queste persone – che pure da subito si dimostrano molto aperte nei suoi confronti. Le definisce subnormali, mongoloidi; è convinto che non riusciranno mai neanche a prendere una palla in mano, figuriamoci a disputare una partita. Il suo è un atteggiamento di superiorità.
Inutile dire che, con il passare dei giorni, l’allenatore inizierà a conoscere sempre più i giocatori della sua nuova squadra, creando un gruppo coeso e, con l’aiuto della compagna Sonia (Athenea Mata), a scalare la classifica del campionato nazionale per disabili a cui la squadra è iscritta.

Marco e la sua squadra, Los Amigos

In questa commedia semplice ma molto divertente, capace di sorprendere con momenti imprevedibili di tenerezza, la cosa più incredibile è che i giocatori della squadra di basket sono interpretati da veri disabili (che spesso hanno lo stesso nome del personaggio, come l’ineffabile Jesús Lago Solís il cui nome fa partire una gag irresistibile…), con alcuni momenti di improvvisazione all’interno di una sceneggiatura che sembra comunque molto solida. Mentre il protagonista è interpretato invece, come abbiamo detto, da Javier Gutiérrez, qui però lontano dai ruoli da duro in cui spesso è impegnato (per esempio, il poliziotto con parecchi scheletri nell’armadio nel noir La isla minima). L’abilità del regista Javier Fesser è proprio quella di valorizzare i suoi interpreti, senza perdere di vista l’obiettivo di confezionare una commedia popolare e divertente. E Campeones in Spagna è stato in effetti un enorme successo, dando vita anche a un documentario sui reali personaggi (Ni distintosni diferentesCampeones).

Naturalmente la squadra arriverà in finale (ma non vi dico come andrà la partita) e comparirà in quest’ultima partita un vero campione, Román (Roberto Chinchilla), atleta della squadra paralimpica spagnola alle Olimpiadi di Sydney squalificata perché solo Román e un altro giocatore erano veri disabili. Per questa delusione ha tentato il suicidio, per questo non si fida degli allenatori e osserva a lungo Marco e il suo lavoro prima di decidere di giocare. Román è un attore, ma la storia è vera e fece allora un enorme scalpore.
Aver scelto lo sport, il basket in particolare, come sfondo a una storia così piacevole e diretta, è un altro dei meriti di Fesser. Sport visto come qualcosa che unisce, che diverte, che fa bene alla salute fisica e mentale, che crea grandi amicizie.
A livello tecnico, poi, è anche un pretesto che permette a Fesser di rimarcare le sue doti registiche. La partita finale infatti, anche grazie ad un ottimo montaggio, è ben girata, crea momenti di pathos ed emoziona lo spettatore.

TRAMA

Marco è un allenatore di una squadra di basket professionista di alto livello. Sorpreso alla guida in stato di ebrezza viene condannato a una pena d’interesse generale. Per ordine del giudice deve quindi organizzare una squadra di basket composta da persone con un deficit mentale. Ciò che era cominciato come una pena si trasforma in una lezione di vita sui pregiudizi sulla normalità. 

Non ci resta che vincere, Campeones di Javier Fesser
Nazione: Spagna
Anno: 2018
Genere: commedia, sportivo
Durata: 124′
Disponibile in streaming a pagamento su  ChiliAppleTV, Google Play e, per gli abbonati, su Amazon Prime.

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