Oggi parte il Tour e la prima maglia gialla è su Radio Rai: Nocentini

di Nando Aruffo

ROMA – Oggi a Brest, in Bretagna, parte il Tour de France numero 108. Come impone la tradizione, si concluderà a Parigi, lungo gli ChampsÉlysées. Ventuno tappe, 3414 chilometri di corsa (compresi i 58 km delle due cronometro individuali) due giorni di riposo, ultima tappa domenica 18 luglio. Si correrà con un anticipo di una settimana rispetto al consueto per evitare la sovrapposizione (soprattutto in funzione televisiva) con i Giochi Olimpici di Tokyo in calendario da venerdì 22 luglio a domenica 9 agosto. Per inciso, in Giappone il ciclismo su strada è in calendario dal 25 luglio al 9 agosto, quello su pista con il nostro portabandiera Elia Viviani dal 3 al 9 agosto.

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Rinaldo Nocentini in maglia gialla al Tour 2009 (foto: gazzetta.it)

RADIO E TV – Il Tour godrà, come al solito, di ampia copertura radio-televisiva. Radio Rai conferma su Radio 1 “Lungo le strade del Tour” dalle 17 alle 18 circa: squadra vincente non si cambia. Con la regia di Ombretta Conti, in Francia ci saranno Cristiano Piccinelli e il tecnico Luciano Pecoraro; in studio Giovanni Scaramuzzino con un ospite per ogni frazione. Si comincia con Rinaldo Nocentini, in maglia gialla al Tour 2009 per otto tappe. Ampia anche la copertura televisiva. La Rai sdoppierà le trasmissioni come al solito tra RaiSport (Anteprima Tour) e Rai 2 (Tour in diretta) RaiSport (Tour Replay). Nutrita la squadra di telecronisti: dalla Francia il commento sarà affidato ad Andrea De Luca con Stefano Garzelli, Fabio Genovesi con Ettore Giovannelli in zona interviste. A Milano, insieme con Antonello Orlando si alterneranno Beppe Conti, Alessandro BallanDaniele BennatiGiada Borgato che, dopo l’esperienza positiva del Giro, è stata mandata in avanscoperta per realizzare servizi (immaginiamo sponsorizzati) sulle caratteristiche delle tappe. Chi non ha avuto tempo per vedere la lunga diretta, può usufruire della sintesi alle 20 ancora su RaiSport. Eurosport 1, con le voci di Luca Gregorio e Riccardo Magrini, garantisce la diretta integrale di tutte le frazioni. Per i giovani e i più tecnologici, ampia scelta di streaming su Rai Play,Eurosport Player, Tim Vision e Discovery+. Da poco Eurosport è visibile anche per gli abbonati Dazn.

PERCORSO E FAVORITI – Quest’anno il Tour è stato disegnato in senso orario (prima le Alpi poi i Pirenei) con un tracciato che sembra disegnato sui confini geografici dei Dipartimenti francesi: tre giorni consecutivi nella stessa regione poi via verso quella successiva. Da segnalare l’11ª tappa con il Mont Ventoux che torna dopo 5 anni di assenza e che verrà scalato per due volte: la prima volta da Sault e la seconda da Bedoin. Poi, sui Pirenei l’arrivo in salita sul Tourmalet (18ª tappa). I favoriti si concentrano sulle dita di una mano: gli sloveni Tadej Pogačar (vincitore l’anno scorso) e Primož Roglič; i compagni di squadra Richard Carapaz e Geraint Thomas; il francese Julian Alaphilippe.

Attenzione massima anche per il Covid: tutta la carovana – all’incirca senza esagerare 2000 persone – verrà sottoposta per quattro volte a tamponi: prima dell’inizio della corsa, dopo la quinta tappa e in occasione dei due giorni di riposo: 5 e 12 luglio.

Si parte da Brest e, dopo quasi 200 chilometri (197,8 per l’esattezza) e sei Gran Premi della Montagna (meglio: salite per niente impegnative, le prime cinque lontane dall’arrivo) sarà la cittadina di Landerneau (15.900 abitanti) ad assegnare la prima maglia gialla. Non sarà la classica tappa per velocisti: il traguardo è posto in cima alla Côte de la Fosse aux Loups, tre chilometri con pendenza media del 5,7% valido come GPM di terza categoria. Per rendere l’idea: un arrivo per Sagan e Alaphilippe.

La seconda tappa sembra una fotocopia della precedente: 183,5 km da Perros-Guirec a Guerledancon altri sei GPM. L’ultimo, l’arrivo, sul Mûr-de-Bretagne, a conclusione di 2 km al 6,9%. Morale: Pogacar, Roglic e tutti gli altri (pochi) favoriti alla vittoria finale non potranno distrarsi.

La terza tappa bretone è decisamente per i velocisti:Lorient-Pontivymisura 182,9 chilometri tutti pianeggianti, tranne due salitelle (côte in francese) nella parte inziale. Martedì 29 giugno il Tour lascerà la Bretagna: da Redon si va a Fougères in Normandia: quarta tappa, anch’essa per velocisti: 150,5 km senza GPM.

Le prime tre tappe in Bretagna costituiscono un omaggio a  Bernard Hinault, bretone, uno dei corridori più forti di sempre, 216 vittorie tra i professionisti dal 1975 al 1986. Hinault ha vinto tra l’altro il mondiale 1980, cinque Tour de France (1978, 1979, 1981, 1985), tre Giri d’Italia (1980, 1982, 1985) e due Vuelta a España (1978, 1983).

NOVE ITALIANI –  Usare l’avverbio mai vale soltanto per James Bond. Per il Tour non diremo: mai così pochi. Per due anni consecutivi, nel 1980 e 1981, non ci fu nessun italiano al via. E ci fermiamo qui, senza andare a ritroso più lontano nel tempo. Però nove corridori italiani al via sono davvero pochissimi. In ordine alfabetico: Davide Ballerini, Mattia Cattaneo, Sonny Corbelli, Davide Formolo, Jacopo Guarnieri, Vincenzo Nibali, Daniel Oss, Lorenzo Rota, Kristian Sbaragli. Il nome di Nibali salta subito in evidenza e va chiarito subito un aspetto: il Nibali del 2021 non è il Nibali vincitore del Tour 2014. Non aspettiamoci niente di clamoroso, prepariamoci ad accettare tutto quello che di buono potrà fare: una vittoria di tappa sarebbe già tanto. Oltretutto, dopo il Tour ci saranno i Giochi Olimpici e non è pensabile a un’Italia senza Vincenzo. Colbrelli potrà sfoggiare la sua bella e fiammante maglia di Campione d’Italia. Ballerini sarà l’uomo che tirerà la volata a Mark Cavendish, come Oss la tirerà a Peter Sagan e Guarnieri ad Arnaud Demare. E Formolo, ultimo ma non meno importante, potrebbe anche vincere una tappa se non dovesse votarsi totalmente alla causa del compagno di squadra Tadej Pogačar, vincitore del Tour 2020 e di sicuro candidato principe per la vittoria di quest’anno. Quanto a Cattaneo, Rota e Sbaragli, tutti e tre dovranno rispondere alle esigenze di squadra. Dispiace non vedere Fabio Aru che ha rinunciato all’ultimo: speriamo riesca a uscire presto dalla crisi che l’attanaglia dall’anno scorso.

LE SQUADRE – Parteciperanno 23 squadre. 19 sono ammesse di diritto, perché hanno la licenza World Tour(presenti di diritto). Le altre 4 sono state invitate dagli organizzatori: tre squadre francesi con licenza Professional e l’Alpecin-Fenix, perché prima nella classifica 2020 delle società con licenza Professional.

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