La febbre del Padel, il boom del tennis nato in Messico

di Emanuele Di Casola

Sempre più seguaci e strutture in tutta la penisola, per i professionisti un sogno: Los Angeles 2028

Solo pochi anni fa, se qualcuno fosse saltato fuori con una domanda del tipo “Facciamo una partita a padel?”, sarebbe scattata immediatamente la ricerca su Google per capire di cosa si parlasse.

Foto: Wikimedia Commons

Ad oggi, invece, il Padel è uno sport che ha preso sempre più piede tra i Mercoledì o i Giovedì di molti italiani, in sostituzione del sempreverde ma difficile da organizzare calcetto. Ad incidere sulla febbre del Padel sono intervenuti diversi fattori, tra cui la pandemia, che ha spinto le persone a prediligere uno sport più “intimo”. Secondo punto a favore di uno sport come il Padel è la facilità di reperire le due coppie necessarie per effettuare una partita. Ai primi due si aggiunge al terzo fattore: la facilità con cui anche chi non ha mai tenuto una racchetta in mano, dopo qualche tentennante match, sarà in grado di non sfigurare. 

Il Padel si pratica, come anticipato, a coppie – disposte su un campo delimitato da pareti in plexiglass o vetro. La particolarità del padel (rispetto, ad esempio, al paddle tennis) è che le pareti che delimitano il campo (di 10 metri per 20) sono parte integrante del campo stesso. È dunque permesso utilizzare le stesse sponde per modificare la traiettoria della palla. 

La vera culla del Padel sono i paesi latini (su tutti l’Argentina) e la Spagna. Una passione testimoniata dall’enorme numero di praticanti, professionisti e non, nei due paesi. Proprio da atleti argentini e spagnoli, inoltre, sono state vinte tutte le edizioni del Mondiale di Padel dal 1992 ad oggi (10 Argentina e 4 Spagna). 

La febbre del padel

In Italia – e soprattutto nel Lazio – il Padel ha avuto una diffusione impressionante a partire dalla Capitale, dove trova spazio una larga parte delle strutture dell’intera penisola. Una spinta data anche dalle numerose celebrità, soprattutto ex calciatori, appassionati di questo sport: a partire dai due ex capitani della A.S. Roma Francesco Totti e Daniele De Rossi, senza dimenticare l’attuale commissario tecnico della nazionale italiana di calcio Roberto Mancini e altri grandi ex del calcio come Carles Puyol, Gianluca Zambrotta, Paolo Maldini, Antonio Cassano e molti altri.

A fine 2021 si contavano circa 4.500 campi in tutta Italia, un numero quasi quadruplicato rispetto ai 1200 dell’inizio del 2020. La popolarità crescente di questo sport sta spingendo sempre più imprenditori a investire sulla costruzione di campi per il Padel, dato il prezzo non troppo proibitivo delle infrastrutture e l’enorme richiesta. Per la costruzione di un campo da Padel i prezzi sono compresi in un range tra i 18 e i 35mila euro. La quota di affitto del campo per una partita in Italia, invece, è stata calcolata intorno ai 6,66 euro per un’ora di gioco a persona. Quota che dipende dalla struttura che ospita la partita, che può essere all’aperto o al chiuso.

Come riporta il Corriere dello Sport, in Italia si stima ci siano 800 mila giocatori abituali di padel, contando i tesserati e gli amatori. Un numero calcolato attingendo ai dati delle prenotazioni medie giornaliere.

In Italia la Federazione Italiana Gioco Padel è nata nel 1992 per mano di alcuni amatori e al fine di promuovere la disciplina. Negli anni, la gestione di questo sport è passata alla FIT (Federazione Italiana Tennis). Sul suo sito, la Federazione ricorda come il Padel “Nacque negli anni ’70 in Messico per mano di Enrique Corcuera”. Il cittadino di Acapulco decise di “Sfruttare lo spazio disponibile nella sua residenza per costruire un campo da tennis”. Spazio che, tuttavia, era “Più piccolo di quello necessario per costruire un campo da tennis”, oltre che “Limitato in alcuni lati da strutture in muratura”. Fu così che Corcuera ebbe l’idea di includere le pareti nel campo da gioco, e creare un nuovo sport con la palla “Sempre in movimento”.    

Foto: Pixabay

Uno sport che a livello amatoriale è giunto ad avere una sua importante nicchia, ma che non nutre ancora del riconoscimento che merita nell’ambito agonistico. Si è parlato spesso, ad esempio, della possibilità di inserire il Padel tra le discipline olimpiche, una pratica ad ora ostacolata dall’assenza di una Federazione Internazionale riconosciuta dal Comitato Olimpico (CIO)

Quello delle Olimpiadi non è però un obiettivo irraggiungibile, come conferma anche il presidente della Federazione Internazionale di Padel Luigi Carraro. Al Corriere dello Sport Carraro cerchia una data per vedere il Padel alle Olimpiadi: il 2028.

Quando una Federazione internazionale dimostra di saper organizzare gli eventi dagli amatori fino ai professionisti e di fare modo che lo sport si sviluppi in tutto il mondo, dimostra che sta componendo tutti i tasselli del puzzle per diventare sport olimpico. Ci lavoriamo e speriamo di raggiungere presto questo traguardo”. Ha affermato al Corriere.

Intanto – tra gli amatori – la febbre del padel non si ferma.

Fonte foto principale: Pixabay

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