Il tifo e la pazzia

di Gaetano Borrelli

I tifosi dell’Inter fuori dalla stadio San Siro prima della partita Milan-Inter (foto Ansa).

Caro Salvatore ,

domenica c’è stato il derby milanese. Sia chiaro che io non ho niente contro i milanesi e tantomeno contro le squadre milanesi. Però vorrei segnalarti quello che è accaduto casomai ti fosse sfuggito. All’inizio del derby, ma anche molto prima, le due tifoserie si sono fronteggiate davanti allo stadio con toni non propriamente pacifici. Di fatto, come raccontato dal TG3, l’assembramento è stato paragonabile ad uno sciopero generale. La polizia è intervenuta usando metodi che potremmo definire di “moral suasion” , cercando giustamente di non far surriscaldare gli animi dei “tifosi” e badando più che altro a tenerli separati per evitare violenze. Magari ci sono anche riusciti ma certamente non sono riusciti a evitare i contatti che ancora oggi vedono la Lombardia come principale focolaio d’Italia e forse la Regione più colpita d’Europa. Ora è chiaro che l’imbecillità non è appannaggio di quelli del Nord o di quelli del Sud ma qualche cosina vorrei dirla. Quando il Napoli vinse la Coppa Italia, coppetta di cui abbiamo discusso qualche tempo fa, i tifosi del Napoli scesero in Piazza a festeggiare, in verità con cortei e bandiere. Apriti cielo. A sentire il TG Lombardia sembrava che la pandemia stesse nascendo a causa di quei tifosi in piazza che, comunque, avevano un motivo per essere lì a festeggiare. L’assembramento del derby è passato invece quasi sottovoce sui media sia generalisti che sportivi quasi come una ragazzata giustificata, come fecero i governanti lombardi, con il motto Milano non si ferma, non si ferma infatti e infetta tutti per la pandemia e non si ferma nemmeno per il derby. E’ una ragazzata, come pure è stato detto o più semplicemente è una cazzata, come sembrerebbe più logico? E’ stato forte un commento che ho sentito in TV: “la colpa è di chi si ostina a tenere gli stadi chiusi”. Non ricordo chi l’ha detto ma certamente era qualcuno che “tiene la testa per separare le recchie”, come si dice dalle mie parti. La domanda all’imbecille è semplice: se le persone fuori erano circa 5000, dati della questura in difetto di certo, e ne faccio entrare 1000, che cazzo fanno la differenza?

A presto Salvatò

Cara Maria,

partiamo dalle tue bugie. Non è vero che non hai niente contro le squadre di Milano: tu non sei razzista, esclusa la tua squadra che tutti noi conosciamo, tu le odi tutte indistintamente, pure l’Avellino e la Paganese, per dire. Seconda bugia. Non hai niente contro i Lombardi e contro i milanesi? Non è vero. Il solo pensare per te che può esistere un modo di vita differente dal tuo, come qualcuno che tifa una squadra differente dalla tua, ti offende profondamente. Tu, tanto dire, ami i tedeschi perché per loro i Lombardi, stando al Sud, sono terroni! Sgombrato il campo dalle bugie veniamo ai fatti. Da quello che scrivi sembra che tu imputi, ingiustamente, responsabilità alle società e questo non è vero. Poi invece giustifichi i tifosi napoletani che festeggiano la Coppetta. Non è come dici tu, la realtà è che si tratta di “scemo + scemo”. Posso magari essere d’accordo che i nostri compatrioti del Nord sono un pochino boriosi, specie per quanto riguarda il motto, visto anche in televisione, della Milano non si ferma ma non c’è alcun nesso logico con l’esercito di deficienti fuori San Siro, ovvero lo vedi solo tu perché sei una “partigiana” e non nel senso buono. Vogliamo poi parlare delle persone allo stadio? La questione è un’altra: perché si giocano le partite non perché sono chiusi gli stadi. E con questo ho detto tutto!

Ti abbraccio Marì

Tuo Salvatore     

I tifosi del Milan fuori dalla stadio San Siro prima della partita Milan-Inter (foto Ansa).

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