Europei: ne vogliamo parlare?

di Gaetano Borrelli

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Il trofeo degli Europei esposto di fronto al Colosseo a Roma (Foto Paolo Bruno/Getty Images)

Caro Salvatore,

stai guardando gli Europei di calcio? Che domanda, certo che no. Ma te ne vorrei parlare lo stesso. Tralascio i successi dell’Italia, di cui tanto si è parlato, perché vorrei discutere di televisione, in particolar modo della RAI che è quella che seguo. Notti magiche, il talk show di Rai 1, è veramente un vero insuccesso, dicono che non lo guarda nessuno. Forse le varie chiacchere del dopopartita non interessano più ma forse contano anche le figuracce. Vogliamo parlare della mitica Paola Ferrari, novella Sharon Stone, e del suo accavallamento di gamba senza mutande? Non è una cosa di buon gusto, a prescindere direbbe Totò. Ma fosse solo questo. Si potrebbe pretendere un poco di preparazione necessaria a pronunciare correttamente almeno i nomi? Esempi: Homeless al posto di Hummels, Mappè al posto di Mbappè, Poppgal al posto di Pogba. Va bene: la nostra ha problemi con le lingue, facciamole commentare solo l’Italia dove magari è più facile. Hai visto il mitico Tardelli? Ha passato una serata intera a contestare non l’arbitro per un fuorigioco ma il regolamento generale, che mito! E che dire delle indemoniate seconde voci delle telecronache? Tale Agostinelli ha detto la stessa cosa per il 70% del tempo ed è riuscito a parlare più del telecronista ufficiale. In questo caso chiamate un esorcista, magari gli fate dare una occhiata anche a Katia Serra per gli stessi motivi. Cose da rimpiangere Nicolò Carosio o Nando Martellini. Devo dire che in questo settore siamo peggiorati ma di tanto. Bell’idea il campionato itinerante, ma chi l’ha pensato? E chi ha pensato a Baku che forse manco è in Europa? Mi sa che c’è puzza di marchetta. Ora abbiamo il problema dell’Inghilterra che non solo non rinuncerà nonostante l’aumento di positivi al Covid, ma ha annunciato che aumenterà la capienza perché, come diceva lui, me ne frego. Si può pensare che non ci andranno? Ma no. E veniamo all’ultima, agli italiani che non si sono inginocchiati come i peggiori. Il mitico Bonucci ha invocato la libertà per cui tutti quelli che si inginocchiano; invece sono dei anti libertà. Ma la Rai ha rimediato dicendo, in lungo servizio, che i calciatori italiani sono laureati. Bene c’è solo Chiellini, che successo, gli altri studiano, per ora. Anche fra gli olandesi c’è ne è uno ma nessuno lo dice. Va bene Salvatore, speriamo che andrà tutto bene! Ti saluto

Maria

Cara Maria,

ma cosa ti aspettavi? Questi non ne azzeccano una da anni. Poi considera che se qualcuno dice qualcosa di intelligente, come Danielle Madam, le danno subito addosso sui cosiddetti social con frasi vergognose. Ma fortunatamente il calcio non è il mondo ma il mondo pessimo. La Fifa vieta di fare politica vietando che si indossi una fascia di capitano che riporta i colori della bandiera della pace. Afferma che inginocchiarsi non va bene perché è politica, ma come sono proposti e come governano i dirigenti dello sport e del calcio in particolare? E’ il massimo della ipocrisia: nello sport non si fa politica ma si vive di politica, non ci si può inginocchiare per una buona causa ma si può restare al proprio posto chiamando “mangia banane” i giocatori di colore. Si afferma che i latrati contro Boateng non sono mai esistiti e si censurano di fatto atteggiamenti di giocatori, pochi, contro il razzismo. E allora Maria di cosa ti lamenti? Sai come si dice? Una rondine non fa primavera e un laureato e qualche diplomato non migliorano il sistema calcio. Ci vuole ben altro, altro che Chiellini e i diplomati!

Ti saluto Marì e vorrei dirti Forza Italia ma non lo dico da anni: ho paura di essere frainteso.

Salvatore     

Foto di copertina: minutidirecupero.it

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