Il karate: da Okinawa all’esordio olimpico a Tokyo

di Chiara Aruffo

La storia

Pittogramma karate Tokyo 2020
Pittogrammi del Karate creati per Tokyo 2020 (olympics.org)

Il karate nasce nella prefettura di Okinawa (Giappone) negli anni della dinastia Ryukyu. Le origini si ritrovano nella commistione tra il te, arte marziale locale, e il kenpo cinese probabilmente ad opera di persone non autorizzate a portare armi. Inizialmente conosciuto come karate-jutsu (“l’arte della mano cinese”), il nome è stato poi modificato in karate-do (“la via della mano vuota”) anche per evitare richiami alla cultura cinese. La popolarità del karate cresce negli anni 1920 quando viene importato nelle isole principali del Giappone, grazie ad opera di maestri come Gichin Funakoshi che nel 1917 dà la prima dimostrazione pubblica di karate-do. La modernizzazione del karate include anche l’introduzione dell’uniforme (karategi) e delle cinture colorate. Come molte altre marziali di origine asiatica, il karate dà molta importanza all’aspetto mentale e ai rituali.

A livello internazionale, esistono numerose federazioni ma l’unica riconosciuta dal CIO è la World Karate Federation (WKF), nata nel 1990 dalla fusione della World Union of Karate-do Organizations (WUKO) e l’International Traditional Karate Federation (ITKF). In Italia, la regolamentazione del karate è passata sotto diverse federazioni, alcune delle quali in netto contrasto tra loro. Nel 1994 il karate entra a far parte della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (FIJLKAM), il cui nome attuale è entrato in vigore nel 2000 dopo una serie di fusioni e scissioni nel corso degli anni.

Storia karate

Kata e kumite

Il kata e il kumite sono due delle tre componenti fondamentali del karate, la terza è il kihon, e sono quelle inserite nel programma olimpico di Tokyo 2020. Il kata consiste in una serie di movimenti offensivi e difensivi, una sorta di combattimento contro un avversario immaginario. Gli atleti possono scegliere che movimenti eseguire tra i 102 kata ufficialmente riconosciuti dalla WKF. Nel kata sono fondamentali la tecnica, la potenza, la velocità, il ritmo e l’espressività di ogni movimento. I kata sono valutati da un pannello di sette giudici secondo due componenti: la performance tecnica e quella atletica. I due punteggi più alti e i due più bassi vengono scartati e solo i tre centrali sono presi in considerazione. Il kumite è invece il combattimento con l’avversario. È da sottolineare però che le tecniche non hanno l’obiettivo di mandare l’avversario al tappeto, come ad esempio nel judo, quanto piuttosto dimostrarne la potenzialità. Per questo motivo gli atleti fermano l’azione prima di colpire l’avversario: da regolamento solo alcuni contatti sono permessi e comunque in maniera delicata. Gli attacchi sferrati all’avversario possono valere da uno a tre punti. Il match è vinto quando uno dei due atleti ottiene otto punti più dell’avversario durante la gara, oppure da chi è in vantaggio alla fine dei tre minuti regolamentari. In caso di parità, si continua il combattimento e vince il primo atleta a segnare un punto. Nel caso invece in cui al termine dei tre minuti il punteggio sia ancora zero pe entrambi, il vincitore viene proclamato dai giudici. Nel kumite, al contrario del kata, gli atleti sono suddivisi in tre categorie di peso.

luigi busà europei 2017
L’atleta azzurro Luigi Busà (in blu) in un incontro degli Europei 2017 (Foto C. Lambert/FIJLKAM).

Giochi Olimpici

Schema riassuntivo karate Olimpiadi Tokyo 2020

Negli anni 70 Jacques Delcourt, una delle personalità a cui si deve lo sviluppo del karate in Europa e nel mondo, inizia ad accarezzare l’idea di portare il karate alle Olimpiadi ma senza successo. Più recentemente, nel 2009 e nel 2013 non riceve i voti necessari a diventare uno sport olimpico. In occasione della 129 Sessione CIO del 2016 a Rio de Janeiro, viene incluso come sport dimostrativo – su proposta del comitato organizzato – ai Giochi di Tokyo 2020.

Tokyo 2020

Alle Olimpiadi di Tokyo 2020 sono in programma gli eventi di kata e kumite (3 categorie) sia maschili che femminili (8 eventi). Parteciperà un totale di 80 atleti (40 uomini e 40 donne).

Il processo di qualificazione è iniziato con una serie di tornei continentali che hanno assegnato i primi pass olimpici. Altri quattro pass per evento (32 in totale) saranno assegnati in base al ranking olimpico a maggio 2021 (data da confermare). Un torneo di qualificazione finale organizzato a giugno 2021 assegnerà gli ultimi posti disponibili. I pass sono assegnati in maniera nominale e ogni nazione può qualificare un atleta per evento (8 in totale). Otto posti (uno per evento) sono riservati al Giappone, in qualità di nazione ospitante. Infine, quattro posti rimangono a disposizione per gli inviti della Commissione Tripartita. L’Italia ad oggi ha qualificato tre atleti: Mattia Busato (kata), Luigi Busà (kumite 75 kg) e Viviana Bottaro (kata). Discorso a parte per Angelo Crescenzo (kumite 67 kg) che risultava qualificato prima della modifica dei criteri di qualificazione dovuti all’emergenza sanitaria globale.

Eventi maschiliEventi femminili
KataKata
Kumite - 67 kgKumite - 55 kg
Kumite - 75 kgKumite - 61 kg
Kumite + 75 kgKumite + 61 kg
Statistiche karate Tokyo 2020

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