Darwinismo olimpico

di Gigi Marchitelli

Si pensava che la conseguenza sociale della teoria darwiniana dell’evoluzione fosse: i forti vincono sempre, i deboli sono destinati a morire. Così la pensavano nazisti e fascisti circa un secolo fa, e si sono messi d’impegno per dimostrare la cosa nella pratica, sia dal punto di vista sportivo (Berlino 1936), sia dal punto di vista generale (Seconda Guerra Mondiale). Non gli ha detto bene in nessuno dei due casi, grazie alle quattro medaglie d’oro di un certo Jesse Owens in un caso, agli sforzi congiunti di Russi e Americani nell’altro. Forse è sbagliato l’assunto. Del resto, dove sono ora i fortissimi mammut? Le temibili tigri dai denti a sciabola? E l’intera genìa dei dinosauri? Estinti, a vantaggio di specie infinitamente più deboli ma con una qualità, questa sì, particolarmente utile all’evoluzione: l’adattabilità, la capacità di valorizzare le differenze.

Lo ha capito anche Giovanni Malagò, presidente del Coni, che, tracciando questa mattina a Tokyo un primo bilancio della partecipazione italiana a queste Olimpiadi, ha parlato di “un’Italia multietnica e un’Italia super integrata”. “La nostra proposta è di anticipare l’iter burocratico per lo ius soli sportivo, che ad oggi è infernale, un girone dantesco”, ha detto ancora Malagò. “È vero che a 18 anni puoi fare quello che vuoi, ma – ha proseguito – se aspetti il momento per fare la pratica hai perso una persona. A volte ci sono tre anni di gestazione e nel frattempo, se l’atleta non ha potuto vestire la maglia azzurra, o smette, o va nel suo paese di origine, oppure peggio arriva qualcun altro che studia la pratica e in un minuto gli dà cittadinanza e soldi”.
Ecco, se l’Italia è riuscita a portare a casa 40 medaglie, di cui 10 d’oro, non è un caso: qualcuno, nello sport italiano, ha saputo fare quello che la politica italiana nel suo complesso si ostina a ostacolare in mille modi: valorizzare le differenze, coltivare i talenti, integrare.
E, a proposito di integrazione, qual è la superpotenza sportiva che emerge da queste Olimpiadi? Vi appassionate al duello Stati Uniti vs Cina? Provate invece a fare il conto delle medaglie dell’Unione Europea (senza Regno Unito, mi raccomando), potreste ricevere una gradevole sorpresa e comincerete a pensare con piacere: sono europeo. Senza nulla togliere al nostro orgoglio di italiani e alle nostre 40 medaglie.

La squadra olimpica italiana. Verde, bianco, rosso e multicolore.

P.S. Per curiosità, il conto l’ho fatto: 85 medaglie d’oro, 94 medaglie d’argento, 106 medaglie di bronzo, per un totale di 285 medaglie. Nemmeno un’improbabile alleanza tra Stati Uniti e Cina ce la farebbe a batterci.

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