Paralimpiadi Giorno 1: lo show del nuoto

Prima giornata di gare alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 e l’Italia conquista le prime 5 medaglie nel nuoto

di Chiara Aruffo

Sembra un dejà-vù: come a Rio 2016, è Francesco Bettella a conquistare la prima medaglia paralimpica per l’Italia ed è un bronzo nei 100 dorso categoria S1. Bettella ha 32 anni, è nato a Padova ed è in nazionale dal 2009. È alla terza partecipazione dopo Londra 2012 e Rio 2016 e nel suo palmares ci sono già due medaglie, entrambe d’argento, nei 50 e 100 dorso a Rio 2016. Ha iniziato a nuotare a tre anni per un corso di riabilitazione e non ha più smesso. Le sue società di appartenenza sono Civitas Vitae Sport Education e Fiamme Oro. La sua classe di appartenenza è a S1, riservata ad atleti con perdita significativa di forza muscolare o di controllo nelle braccia, gambe e mani. Gareggia insieme con atleti che possono avere anche un controllo limitato del tronco.

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Francesco Bettella al villaggio paralimpico (foto CIP).

Altre due medaglie arrivano nei 100 farfalla femminili categoria S13 (comprende anche la categoria S12) dove Carlotta Gilli e Alessia Berra firmano una splendida doppietta, occupando rispettivamente il primo e il secondo gradino del podio.

Carlotta Gilli ha 20 anni, è nata a Torino ed è alla prima partecipazione paralimpica. Studia psicologia, è tesserata per la Rari Nantes Torino e per il gruppo portivo Fiamme Oro. Fin da bambina gareggia con i normodotati e nel 2017 comincia a gareggiare per FIN (Federazione Italiana Nuoto) e FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) in regime di doppio tesseramento. Ha partecipato anche a gare di salvamento e in acque libere. È affetta dalla Malattia di Stargardt che le ha causato un abbassamento della vista fino a 1/10. Gareggia nella classe S13, ovvero atleti con vista da 2/60 a 6/60 e/o campo visivo fino da 5 a un massimo di 20 gradi (le valutazioni vengono effettuate sull’occhio migliore).

Alessia Berra ha 27 anni ed è nata a Monza. È entrata in nazionale nel 2015 ed è alla seconda partecipazione paralimpica, avendo già preso parte alla spedizione di Rio 2016. Alessia Berra è istruttrice di nuoto e ha lavorato come maestra in una scuola elementare per la prima volta quest’anno. La società di appartenza è la Polha Varese. Gareggia nella classe S12 Vista fino a 2/60 e/o campo visivo fino a 5 gradi (le valutazioni vengono effettuate sull’occhio migliore).

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Carlotta Gilli e Alessia Berra si abbracciano a fine gara (foto CIP).

La quarta medaglia di giornata arriva con l’oro di Francesco Bocciardo nei 200 stile categoria S5. Bocciardo ha 27 anni ed è nato a Genova. È nel giro della nazionale dal 2011 ed è alla sua terza partecipazione paralimpica dopo Londra 2012 e Rio 2016. L’atleta ligure aveva già vinto un oro paralimpico a Rio nei 400 stile S5. A Tokyo ha vinto invece nei 200 stile dove ha fatto anche segnare il record paralimpico fermando il cronometro a 2.26.76. Bocciardo è affetto da diplegia spastica e si è avvicinato al nuoto come forma di terapia. È tesserato per la società Nuotatori Genovesi e le Fiamme Oro. Gareggia nella classe S5 che comprende atleti emiplegici fravi o paraplegici con lesione midollare T1-T8, oppure atleti affetti da nanismo più un altro elemento che ne riduce la spinta.

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Francesco Bocciardo (foto CIP).

A fine giornata arriva anche il bronzo di Monica Boggioni nei 200 stile categoria S5. Boggioni ha 23 anni ed è nata a Pavia. È entrata a far parte del gruppo della nazionale nel 2017 ed è all’esordio paralimpico. Ha iniziato a nuotare a due anni e a quindici è entrata nell’agonismo. Difende i colori della società Pavia Nuoto e delle Fiamme Oro. Come Francesco Bocciardo, gareggia nella classe S5 riservata ad atleti emiplegici fravi o paraplegici con lesione midollare T1-T8, oppure atleti affetti da nanismo più un altro elemento che ne riduce la spinta.

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Monica Boggioni a fine gara (foto CIP).

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