Cento volte Miguel

Una partenza della Corsa di Miguel a Roma

di Nando Aruffo

Buona domenica con la Corsa di Miguel. Dal 10 al 20 gennaio 2021 si correrà in tutta Italia, non soltanto a Roma, per la prima volta individualmente: percorsi di 10 km proposti da podisti e società. La Corsa di Miguel vuole dimostrare come si possa praticare lo sport nel rispetto della normativa anti Covid 19.

Per vent’anni si è sempre disputata a Roma, nella zona del Foro Italico: 10 km di puro agonismo; meno della metà, 4 km per i non agonisti. Il numero di atleti e di iscritti non competitivi è cresciuto sempre: il record nel 2017 quando è stato superato il tetto delle 10.000 presenze.

Per il 2021 e per rispettare i decreti anti Covid 19, la Corsa di Miguel allunga, come un polipo gigante, i suoi tentacoli lungo tutta Italia proponendo 100 percorsi scelti da gruppi e società podistiche.

Si potrà correre sui 100 percorsi dal 10 al 20 gennaio. Però i percorsi “vivranno” già in anticipo nei racconti e nelle immagini dei podisti che li hanno proposti attraverso le pagine Facebook e Instagram della corsa. Ognuno comunicherà poi il proprio tempo attraverso una app per costruire poi una maxi-classifica.

Ogni tracciato sarà intitolato a un personaggio o a una storia: a Roma uno dei percorsi si chiamerà Nannarella e si snoderà dentro Villa Borghese partendo proprio dalla panchina di Anna Magnani in Via Vittorio Veneto, più nota e comunemente chiamata semplicemente Via Veneto.

Via alle iscrizioni martedì 10 novembre sul sito ufficiale www.lacorsadimiguel.it e i canali social della corsa; ogni podista riceverà il pacco gara direttamente a casa.

Tra le novità il gemellaggio con l’A.I.A. (Associazione Italiana Arbitri) che promette una partecipazione di massa, ovviamente sparsa su tutto il territorio nazionale.

La speranza è che questa corsa multipla possa essere soltanto la prima puntata della Corsa di Miguel 2021, evento organizzato dal Club Atletico Centrale Roma in collaborazione con la UISP.

La corsa fu partorita da Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta dello Sport per ricordare Miguel Benancio Sánchez, che si era appassionato alla maratone e aveva scritto una bella poesia intitolata “A te atleta”. La prima edizione si svolse il 9 gennaio del Duemila, perché Miguel, 25 anni, fu portato via da casa sua nella notte tra l’8 e il 9 gennaio 1978 a Buenos Aires da paramilitari al servizio della dittatura dei colonnelli argentini guidati da Jorge Rafel Videla. Come accadde ad altre 30000 persone, di Miguel non si seppe più niente: desaparecido.

Valerio Piccioni con un fratello di Miguel

Valerio, nel 1998, durante un viaggio in Argentina venne a conoscenza della storia di Miguel e pensò di organizzare un qualcosa per ricordare la storia di un ragazzo privato sul più bello della sua gioia di vivere: una “maratonina”, dieci chilometri non di più, per consentire la partecipazione di piccoli e grandi. Da questa corsa sono nate altre iniziative: il Progetto Filippide, una sorta di terapia sportiva per ragazzi autistici e il coinvolgimento delle scuole dalle elementari ai licei e agli istituti tecnici. Lo Staffettone (40 bambini che percorrono 100 metri ciascuno); la staffetta 4×100 dalla prima media in su; il Mille di Miguel, corsa individuale di 1000 metri divisi anno per anno per ragazze e ragazzi; da qualche anno anche il salto in lungo nel nome di Jesse e Luz (Jesse Owens e Luz Long, un atleta nero e uno bianco, improvvisamente amici durante la finale del lungo ai Giochi Olimpici di Berlino 1936 con Hitler che s’infuria); due anni fa anche la “staffetta che diventa maratona” riservata alle scuole di secondo grado: 42×1000 intitolata ViviMiguel intitolata alla lotta al razzismo.

Il 31 gennaio 2021, poi, nuovi DPCM permettendo, appuntamento con la gara tradizionale e arrivo allo Stadio Olimpico in Roma. Il sogno degli organizzatori è poter proporre la gara in formato bonsai, estraendo mille fortunati tra i tanti che hanno corso sui 100 percorsi di Miguel chiamandoli a gareggiare lungo i tradizionali 10 km nel rispetto di tutte le regole sul distanziamento fisico e divieto di assembramenti.

Alla corsa, medici, infermieri e operatori socio-sanitari potranno partecipare gratuitamente: un piccolo gesto di riconoscimento verso chi sta lottando da mesi per aiutare gli altri.

In conclusione, nel rispetto del DPCM (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri) del 4 novembre scorso, la Corsa di Miguel sarà (piccolo e innocente acrostico):

Dimostrare che lo sport non sia occasione di contagio.

Provare a offrire l’occasione di stare insieme rispettando le misure di sicurezza.

Correre ognuno come gli pare, parafrasando Lucio Dalla.

Mettere insieme l’agonismo con la globalità dello sport: alla Corsa di Miguel possono partecipare tutti: grandi e bambini, famiglie, persone anche col cane (con museruola e guinzaglio, però) normodotati e persone con disabilità: il percorso di Torino ricorderà Mario Atzori, il podista malato di SLA recentemente scomparso e che a gennaio scorso corse per l’ultima volta sulla joelette (carrozzina per trasportare persone con disabilità o mobilità ridotta: sono necessari almeno due accompagnatori) proprio nella Corsa di Miguel.

GRAZIE A:

Valerio Piccioni per portato in Italia la storia di Miguel Sánchez e a Giorgio Lo Giudice per averlo assecondato nell’idea di organizzare tante iniziative attorno alla Corsa di Miguel.

Grazie ad Alba, Angela, Cecilia, Claudio, Enza, Federico, Francesco, Franco, Franco, Ivano, Leonardo, Michela, Samuele, Vuki; a tutti coloro che io non ho conosciuto e che hanno dato vita anno dopo anno alla corsa di Miguel e grazie in anticipo a chi sicuramente verrà dopo.

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