Batti lei? (Il tennis, negli anni ’80, non era solo Wimbledon)

Biden vs Trump? Covid che imperversa e ci richiude a casa? Sdrammatizziamo e facciamoci due risate con don Chisciotte/Paolo Villaggio e Sancio Panza/Adriano Panatta

di Gigi Marchitelli

Nel 1982 Adriano Panatta, 32 anni, era ancora ufficialmente un campione di tennis (si sarebbe ritirato l’anno seguente). Paolo Villaggio, 50 anni, era nel pieno del successo con i libri ed i film di Fantozzi. Ugo Tognazzi, 60 anni, aveva ormai alle spalle una lunghissima filmografia, che ne faceva uno degli attori italiani più noti ed affermati.
L’amicizia tra i primi due, che poi sono gli autori del libro, risale proprio al “Batti lei?” di fantozziana memoria: Adriano era stato chiamato sul set per dare consigli che si rivelano molto utili per la famosa (e brevissima) scena. L’amicizia si sviluppa fino a esiti imprevisti, come testimonia questo dialogo ambientato a Wimbledon nel ’79, l’anno in cui Panatta doveva vincere e invece perse ai quarti contro Pat DuPré:
“Mentre va verso l’ascensore, John McEnroe fa a Panatta: «Hey, Adrian, who is that strange man?».
«Strange… Senti chi ha parlato.»
«Eh?»
«Why strange, John?»
«Why? He ate all the peanuts!»
«Not strange: it’s a strategy.»
«But, who is?»
«My coach, my new special coach.”
Ecco, lo strano tipo che si mangiò tutte le noccioline dell’albergo era Villaggio, che Panatta considera il suo “nuovo, speciale allenatore”. Tanto per dire come stavano i due.


Ma torniamo al 1982. I tre sopraccitati iniziano le loro avventure a bordo di un Cessna sgangherato, con cui traversano il Tirreno; percorrono una Corsica banditesca; sbarcano in Costa Smeralda, in una villa faraonica. Incontrano VIP e personaggi equivoci. Non manca il tennis, con due doppi Pietrangeli/Tognazzi vs Panatta/Villaggio e Panatta/Villaggio vs Pietrangeli/Gassman, dove Gassman, Vittorio, DEVE vincere: e, sotto la doccia, confida ad Adriano che non lo ha ancora perdonato per la sconfitta a Wimbledon nel ’79.

“Lei non sa chi eravamo noi” è il racconto donchisciottesco, picaresco e pantagruelico di un’amicizia profonda e sopra le righe fra due formidabili protagonisti degli anni Ottanta: il più grande tennista italiano di sempre e il più geniale artista comico di quel decennio. Da questo sodalizio tra fuoriclasse scaturiscono vacanze e imprese mirabolanti, viaggi improvvisi e improvvisati, pieni di incontri fortuiti con bizzarri sconosciuti, benevole truffe fatte e subite, sceneggiate teatrali per uscire da un’impasse, momenti di reale imbarazzo e di nessuna pietà, abbuffate di cibo e bevute da denuncia, con qualche volée sui campi da tennis…

E poi c’è il finale, che ci riporta a Wimbledon nel ’79, con Villaggio che si fa passare per l’allenatore di Panatta e finisce per scambiare qualche palla con Björn Borg. Tutto vero, e questo dovete leggerlo.

Adriano Panatta, Paolo Villaggio“Lei non sa chi eravamo noi”, edizioni Mondadori, 2014, pp. 118, € 17

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