Surf: i domatori di onde all’esordio olimpico

di Chiara Aruffo

La storia

Pittogramma surf Tokyo 2020
Pittogramma del Surf creato per Tokyo 2020 (olympics.org)

Quando pensiamo al surf, quasi certamente pensiamo a spiagge californiane o australiane. Le origini del surf sembrano però risalire alla Polinesia e alle Hawaii. Alla fine del 1700, lo scrivano di bordo dell’HMS Endeavour (la nave dell’esploratore James Cook) riporta la prima testimonianza scritta del surf a Tahiti (Polinesia). Per i polinesiani, il surf ha un ruolo importante nella vita comunitaria: il capo tribù era infatti l’uomo che sapeva surfare meglio. Anche per gli abitanti delle Hawaii il surf è più che un hobby: è piuttosto un’arte e un modo di vivere. Con l’espandersi del colonialismo, il surf viene scoperto da europei e americani, al punto che Waikiki (Hawaii) diventa una popolare località turistica proprio per il surf. Nel 1908, Alexander Hume Ford fonda l’Outrigger Canoe and Surfing Club, il primo club di surf. L’hawaiano Duke Kahanamoku è considerato il padre del surf moderno. Vincitore di tre medaglie d’oro nel nuoto ai Giochi Olimpici di Stoccolma 1912 e Anversa 1920, mentre è sul podio nel 1912 chiede che il surf venga incluso tra gli sport olimpici. Il sogno di Duke deve aspettare più di cento anni: il surf farà il suo esordio ufficiale ai Giochi di Tokyo.

L’International Surfing Association (ISA) viene fondata nel 1964, anno in cui si tengono i primi Campionati del Mondo, e ha sede a La Jolla (California). In Italia, il surf ha per molti anni una propria federazione, la Federazione Italiana Surf (FISURF). Nel 2017, in vista dei Giochi Olimpici di Tokyo, la FISURF viene accorpata alla Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard (FISW).

Storia surf

Alla ricerca dell’onda giusta

Il surf come sport è suddiviso generalmente in longboard e shortboard, a seconda del tipo di tavola utilizzata. Ai Giochi di Tokyo le competizioni saranno esclusivamente di shortboard. La shortboard è una tavola di lunghezza di circa 6 piedi (1.8 m) e una prua molto appuntita che facilita le manovre. La parte posteriore della tavola è tonda o squadrata. Rispetto alle tavole più lunghe, le longboard, hanno minore galleggiabilità per cui sono più difficili da utilizzare e richiedono onde più grandi. Nella gara olimpica, ci saranno dei turni preliminari con batterie di quattro o cinque persone, per passare poi a una serie di scontri ad eliminazione diretta fino agli scontri per le medaglie. Ogni turno avrà una durata di 30 minuti, modificabile dal Direttore Tecnico a seconda delle condizioni meteo. In questo lasso di tempo, ogni atleta può surfare un massimo di 25 onde: i due migliori risultati saranno presi in considerazione per determinare il punteggio. Poiché le onde non sono tutte uguali, un pannello di cinque giudici assegnerà dei punti in base a: grado di difficoltà, manovre innovative e progressive, combinazioni di manovre, varietà di manovre, velocità, potenza e fluidità. Da sottolineare che le manovre non hanno un punteggio predefinito, per cui il risultato finale dipende dalla surfata complessiva. La scelta dell’onda giusta che permette di compiere manovre di alta qualità è quindi fondamentali ai fini della gara. Proprio per questo, può accadere che più atleti vogliano surfare la stessa onda. In questo caso, esiste un sistema di priorità: ad esempio, l’atleta che si trova più vicino al peak, il punto di rottura dell’onda, ha la priorità.

Leonardo Fioravanti surf
Leonardo Fioravanti durante un’evoluzione. Foto FISW.

Giochi Olimpici

Schema riassuntivo surf Olimpiadi Tokyo 2020

Il sogno dell’hawaiano Duke Kahanamoku, che nel 1912 aveva chiesto di includere il surf tra gli sport olimpici, trova la sua realizzazione più di cento anni dopo. L’esordio olimpico del surf avverrà ai Giochi di Tokyo con una competizione maschile e una femminile. L’ISA aveva iniziato a lavorare per l’inclusione olimpica già dal 1994. Nel 2011, il surf risulta tra i possibili nuovi sport di Rio 2016 ma non riesce nell’impresa. È quindi solo nell’agosto 2016 che viene ammesso tra le discipline dei Giochi di Tokyo. Curiosità: in occasione dei Giochi di Parigi 1924, le competizioni di surf avranno luogo non in Francia, ma a Tahiti (Polinesia Francese).

Tokyo 2020

A Tokyo 2020 sono in programma una competizione femminile e una maschile. Parteciperà un totale di 40 atleti (20 uomini e 20 donne). Nonostante siano state fornite delle date indicative per le gare, esiste una finestra di 16 giorni per permettere di sfruttare le condizioni meteo migliori.

La maggior parte dei pass olimpici sono già stati assegnati tramite una serie di eventi qualificanti, tra cui la World Surf League 2019. Ogni nazione può qualificare un massimo di due uomini e due donne. Inoltre, due pass (uno per genere) sono stati riservati al Giappone, nazione ospitante. La grande speranza italiana si chiama Leonardo Fioravanti, reduce da un infortunio alla spalla e ancora in cerca della qualificazione olimpica.

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Statistiche surf Tokyo 2020

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