Sport militare vuol dire qualità

La panoramica sugli sport militari  non poteva che concludersi con lo Stato Maggiore della Difesa. Ne abbiamo parlato con il Comandante del Dipartimento Sport, il Capitano di Vascello Roberto Recchia, che ringraziamo per la disponibilità.

di Nando Aruffo

  • Che ruolo ha lo Stato Maggiore della Difesa nell’ambito dell’attività sportiva del personale militare?
Il Capitano di Vascello Roberto Recchia, Comandante del Dipartimento Sport dello Stato Maggiore della Difesa.

“Lo Stato Maggiore della Difesa svolge principalmente un ruolo di coordinamento dei Gruppi Sportivi Militari di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri e di interfaccia con gli Uffici della Preparazione Olimpica e Paralimpica di CONI e CIP. Oltre a questo contesto organizzativo degli atleti militari di élite, svolge anche un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’attività sportiva del personale militare in generale, ovvero di promozione dell’attività sportiva di base organizzando, annualmente, i Campionati Italiani Interforze in diverse discipline sportive. Nell’ambito di tali Campionati Interforze i praticanti amatoriali possono misurarsi, in un clima di serena condivisione, partecipazione e sano confronto sportivo, con i colleghi atleti militari. Si tratta di una formula molto apprezzata e che riscuote sempre grande successo e partecipazione e che, in vero spirito interforze, è aperta a tutto il personale della Difesa e dei Corpi Armati e non dello Stato (quindi oltre a Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri anche il personale di Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Vigili del Fuoco). In ambito internazionale, invece, lo Stato Maggiore Difesa svolge il ruolo di Delegazione Italiana presso il Consiglio Internazionale dello Sport Militare, nel cui ambito si occupa di definire le rappresentative militari italiane che prendono parte ai Campionati Mondiali CISM oltre ad esprimere la figura del Capo Delegazione che coincide con quella del Capo Ufficio. Infine, l’Ufficio Sport dello Stato Maggiore Difesa è responsabile dell’erogazione dei fondi per la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture sportive dislocate presso gli Enti/Reparti e Comandi delle quattro Forze Armate (EI, MM, AM, CC).”

  • Quale importanza attribuisce ai gruppi sportivi militari nell’ambito dello sviluppo dello sport italiano?

“L’importanza e il ruolo dei Gruppi Sportivi Militari nel sistema sportivo Italiano d’eccellenza è sotto gli occhi di tutti, basta guardare le statistiche relative ai partecipanti e ai medagliati delle ultime edizioni dei Giochi Olimpici, sia estivi che invernali. In sostanza, attraverso il reclutamento, disciplinato per norma, e il successivo impiego degli atleti e degli istruttori, le cui capacità sportive e tecniche risultano essere ‘di interesse nazionale’, i Gruppi Sportivi Militari (GSM), unitamente a quelli dei Corpi Armati e non dello Stato, supportano e sostengono ormai da tempo lo sviluppo e la crescita dello sport italiano, con speciale riferimento appunto alle discipline olimpiche. Segno evidente che lo sport militare può essere considerato, oltre che una caratteristica storica dello sport nazionale, anche, da anni, parte integrante del “modello sportivo italiano” costituendo uno dei punti di forza dello sport nazionale di élite”.

  • L’abolizione della leva obbligatoria nel 2004 vi ha creato problemi nel reclutamento degli atleti?

“La sospensione della Leva, avvenuta nel 2004, ha determinato un cambio di paradigma nel reclutamento degli atleti: durante il servizio militare obbligatorio si privilegiava l’attività conservativa dell’atleta. Con il passaggio al “professionale” ciascun Gruppo Sportivo Militare ha dovuto pianificare in quali discipline sportive orientare i propri investimenti e di conseguenza programmare i relativi reclutamenti, sulla base delle risorse annualmente disponibili”.

  • Quale interazione avviene con atleti che fanno parte sia di un gruppo militare sia di una squadra civile?

“Oltre alle interazioni che possono avvenire in ambito squadra nazionale le cui risorse sono tratte dalle rispettive Federazioni sia dai GSM che dalle Società civili, esiste una ulteriore interazione che scaturisce dai così detti “doppi tesseramenti” degli atleti (società civile e Gruppo Sportivo Militare). Tale norma, ove prevista, è disciplinata dagli statuti delle singole Federazioni Sportive Nazionali, che ne definiscono l’alveo di applicabilità”.

  • I vari Gruppi Sportivi Militari sono autonomi nel reclutamento degli atleti?

“Sì, ogni Forza Armata, in base alla legge e in virtù delle risorse assegnate dal bilancio dello Stato, è autonoma nel reclutamento dei propri militari, ivi compresi gli atleti”.

  • Nel 2014 è stato costituito il Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa: come mai?

“Il Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD) è stato costituito il 22 dicembre 2014, su impulso dei vertici politici e militari pro-tempore, con l’approvazione dello statuto e regolamento che ne prevede il suo inquadramento all’interno del V Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore Difesa, il cui Capo Reparto, attualmente il Gen. Div. (CC) Alfonso MANZO, riveste il ruolo di Presidente coadiuvato dal sottoscritto nel ruolo di Vice Presidente. Il progetto si rivolge al personale militare e civile della difesa che, durante il servizio, abbia riportato lesioni permanenti e invalidanti o vissuto, in modo diretto, eventi traumatici. L’obiettivo primario è quello di promuovere e incentivare la pratica sportiva quale mezzo atto a favorire il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo di costruttive relazioni interpersonali e di gruppo, mirando a facilitare il processo di recupero terapeutico, riabilitativo e di reinserimento sociale degli aderenti. In ragione dell’accordo quadro tra il ministero della difesa e il Comitato Italiano Paralimpico (CIP) siglato già nel 2014 all’indomani della costituzione del Gruppo, e rinnovato il 14 aprile ultimo scorso, il GSPD sostiene le attività sportive nel settore della disabilità per promuovere e sviluppare, nel rispetto delle reciproche competenze e dei rispettivi compiti istituzionali, i programmi relativi al personale disabile della difesa e agli atleti paralimpici segnalati dal CIP. Il GSPD costituisce, di fatto, l’unica componente dello sport paralimpico per l’intero comparto della Difesa”.

  • Dai campioni allo sport amatoriale: lo Stato Maggiore della Difesa ha un’attività sul territorio? Esempio: una piscina di un centro sportivo militare può essere aperta al pubblico?

“Come già anticipato, lo Stato Maggiore Difesa è molto attento allo sviluppo dello sport di base ed in tale ottica organizza annualmente i Campionati Italiani Interforze in numerose discipline sportive con il coinvolgimento del personale militare che svolge pratica sportiva amatoriale. Inoltre, grazie ad uno specifico accordo sottoscritto tra lo Stato Maggiore della Difesa e il CONI, è possibile per una Società Sportiva Dilettantistica, affiliata con una Federazione Sportiva Nazionale, richiedere l’utilizzo di una struttura sportiva della Difesa attraverso la sottoscrizione di una Convenzione in regime di permuta di beni e servizi e/o di couso”.

  • Lei è il responsabile dei rapporti con il CONI: in che cosa consiste il suo incarico?

“L’Ufficio Sport, Delegazione CISM e Attività Sportiva Paralimpica, questo il nome completo  dell’Ufficio che dirigo, come anticipato, oltre a coordinare l’attività dei GSM con la Preparazione Olimpica del CONI e si occupa di verificare la corretta applicazione degli accordi che la Difesa ha sottoscritto con il CONI per il sostegno all’attività sportiva d’eccellenza sia in termini di distacco di personale dirigenziale, atleti e tecnici, sia in termini di concorsi di carattere logistico e infrastrutturale resi disponibili dalla Difesa, per l’organizzazione di eventi sportivi”.

  • Giochi Olimpici di Tokyo: lei è favorevole al rinvio?

“Personalmente auspico, come tutti, che alla luce di una evoluzione positiva della pandemia, le Olimpiadi di Tokyo possano tenersi come previsto quest’estate. Riprogrammare i Giochi Olimpici dal 2020 al 2021 è stata una decisione per certi versi obbligata ma sicuramente responsabile e di buon senso. L’ipotesi di un ulteriore rinvio al 2022 potrebbe creare grossi problemi con la sovrapposizione ad altri eventi sportivi di rilievo già programmati, ma è ovvio che in queste circostanze la salute di tutto il personale coinvolto, siano atleti, tecnici, volontari, organizzatori, etc., è preminente e sono sicuro che la decisione finale sarà quella giusta, frutto di valutazioni approfondite e ponderate”.

  • Quali risultati si aspetta dagli atleti militari per i prossimi appuntamenti Europei, Mondiali e Giochi Olimpici?

“Il risultato che sono sicuro riusciranno a conseguire è quello di renderci orgogliosi della loro partecipazione e di essere rappresentati da donne e uomini di altissimo spessore morale. Dal punto di vista sportivo sono certo del loro massimo impegno per il conseguimento di risultati uguali o migliori rispetto a quelli degli ultimi anni”.

  • Qual è la maggiore soddisfazione (anche non legata al risultato sportivo) che le ha regalato un atleta militare?

“Ho sempre tratto grandi soddisfazioni dalle attività degli atleti militari, sia in termini di successi ma anche in termini di emozioni che sono riusciti a trasmettere nell’affrontare le competizioni con grande serietà, determinazione, professionalità e soprattutto consapevolezza di rappresentare un intero Paese. Fra le tante circostanze, ricordo con particolare emozione la partecipazione ai Giochi Mondiali Militari, che si sono svolti a Wuhan nell’ottobre del 2019 dove ho avuto l’onore e il privilegio di guidare una delegazione composta da atleti di livello olimpico e atleti paralimpici del GSPD, questi ultimi che per la prima volta hanno gareggiato in quel contesto internazionale nelle discipline di Tiro con l’Arco e dell’Atletica. In quell’occasione, tutta la squadra ha saputo dimostrare un forte spirito di coesione e uno spiccato senso di appartenenza. Vedere sventolare il tricolore tra le loro mani per sostenere i colleghi impegnati nella varie discipline, indipendentemente dal risultato sportivo che è stato comunque di rilievo ed in linea con le aspettative che è giusto nutrire nei confronti del Team Italia, mi ha reso particolarmente orgoglioso, fiero dei “nostri” atleti che, mi passi un paragone che per specificità di Forza Armata di appartenenza mi risulta più congeniale, hanno  remato tutti insieme, come un vero equipaggio, verso un unico obbiettivo, quello di rappresentare l’Italia con orgoglio e dedizione”.

  • Nel 2021 lei sarebbe contento se…

“Se… potessimo tornare ad abbracciarci nell’esultare per i successi sportivi dei nostri atleti. Ovviamente il riferimento è sempre alle grosse limitazioni che ci impone l’attuale stato emergenziale dovuto alla pandemia, ma il senso del mio auspicio è quello di un ritorno graduale ad una sana e ritrovata normalità, il che significherebbe che questo insidioso virus è stato sconfitto e che tutto il mondo sportivo e non, possa ritrovarsi a poter sostenere in tutta libertà il proprio idolo o la propria squadra”.

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