Paracanoa: la novità del va’a

di Chiara Aruffo

La storia

Pittogramma della Paracanoa creato per Tokyo 2020 (olympics.org)

La paracanoa è una variante della canoa rivolta ad atleti con disabilità fisiche. Grazie al fatto che la propulsione della canoa è dovuta alla forza negli arti superiori, atleti con disabilità agli arti inferiori erano già attivi nei club di canoa ben prima del 2009, anno in cui avviene la prima esibizione internazionale di paracanoa in occasione dei mondiali di Canoa Sprint (per normodotati) a Dartmouth (Scozia). L’anno successivo, il 2010, a Poznan (Polonia) viene organizzato il primo Campionato del Mondo di paracanoa. L’esordio paralimpico è avvenuto in occasione di Rio 2016.

A livello internazionale, la paracanoa è affiliata all’ International Canoe Federation (ICF), mentre in Italia alla Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK).

Kayak e Va’a

La paracanoa è una prova di sprint individuale di 200m per atleti con disabilità fisiche degli arti inferiori o del tronco. Le competizioni sono disputate con due tipi di imbarcazioni: il kayak (K) e la va’a (V). Il kayak è una barca semplice in cui l’atleta usa una pagaia a due pale sfasate per remare. Il va’a (dal polinesiano “piccola barca”) è una canoa con bilanciere, in cui l’atleta utilizza una pagaia singola. In entrambi i casi, la seduta può essere modificata in base alle esigenze dell’atleta. Le classi di sport nella paracanoa paralimpica sono 5, a seconda del tipo di imbarcazione e di disabilità: KL1: deficit assoluto o parziale del controllo del tronco e disabilità agli arti inferiori; KL2/VL2 parziale funzione del tronco e degli arti inferiori; KL3/VL3: completa funzione del tronco e parziale funzione degli arti inferiori.

Veronica Silvia Biglia a bordo di un va’a (foto da Federazione Italiana Canoa e Kayak)

Giochi Olimpici

La paracanoa fa il suo esordio alle Paralimpiadi estive di Rio 2016, dove si sono svolte solo prove di kayak. In quest’occasione, la squadra britannica ha vinto l’oro in tutte e tre le prove femminili, capitanata da Jeanette Chippington alla sua prima apparizione in paracanoa dopo ben cinque partecipazioni alle Paralimpiadi nel nuoto. Il va’a farà invece il suo esordio paralimpico proprio a Tokyo 2020.

L’Italia ha partecipato a Rio 2016 con tre atleti: Salvatore Ravalli, Veronica Yoko Plebani e Federico Mancarella. Veronica Plebani aveva in realtà già fatto il suo esordio paralimpico nello snowboard alle Paralimpiadi invernali di Sochi 2014.

Tokyo 2020

La paracanoa alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 vedrà la partecipazione di 90 atleti (50 uomini e 40 donne), con un massimo una barca per nazione in ciascun evento. Da sottolineare come la qualificazione viene assegnata alla barca e non all’atleta. Parte dei posti disponibili (54) sono già stati assegnati ai Campionati del Mondo 2019, mentre i restanti saranno in palio in occasione della World Cup 2021. È da tenere in conto però che la nazione ospitante (Giappone) ha diritto a due atleti nel kayak e due nella va’a, inoltre in ogni evento devono essere rappresentati almeno tre continenti.

Ad oggi l’Italia ha qualificato tre barche, rispettivamente nel KL1 200m e KL2 200m maschili, e nel VL2 200m femminile.

Eventi maschiliEventi femminili
KL1 Kayak SingoloKL1 Kayak Singolo
KL2 Kayak SingoloKL2 Kayak Singolo
KL3 Kayak SingoloKL3 Kayak Singolo
VL2 Va'a SingoloVL2 Va'a Singolo
VL3 Va'a Singolo

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