L’imperturbabile indifferenza dei calcio mondiale per le calciatrici dell’Afghanistan

La Nazionale femminile dell’Afghanistan (foto: Osservatorioafghanistan.org)

di Gaetano Borrelli

Caro Salvatore,

ben ritrovato e devo dirti che finalmente ci siamo, anzi ci siamo già stati, e devo anche dire “buona la prima”, ma, ti voglio meravigliare, non è di questo che voglio parlati. Ho visto un titolo della Gazzetta dello Sport, versione on line credo, che diceva “Nazionale donne, c’è il lieto fine. Le calciatrici afghane lasciano Kabul per l’Australia”. Se fino ad oggi avessi dormito, potrei chiedermi perché queste calciatrici hanno dovuto lasciare il loro Paese. Di fatto non l’avevano chiesto e non avevano alcuna colpa da espiare. La loro colpa, a sentire un gruppo di “studenti”, era di aver giocato a calcio. Ma come si può solo pensare che questa sia una colpa? E se questa è una colpa si potrebbero punire anche i loro tifosi, ovviamente prima le donne? Sembra strano ma la prima cosa che mi è venuta in mente all’inizio del campionato è stata questa. Si potrebbe pensare, qualcuno lo fa, che noi siamo fortunati perché viviamo in un posto dove queste cose non possono accadere e dove le donne non sono discriminate a tal punto: scusa Salvatore, ho detto a tal punto, ma credimi non avevo l’intenzione di far intendere che comunque noi donne siamo discriminate in Italia. O no?

Ti abbraccio Salvatore e buon campionato a te

Cara Maria,

mi meravigli di continuo. Io sono uno che ha sempre pensato che la maggior parte dei tifosi fossero trogloditi ed è per questo motivo che le donne tifose sono molto meno degli uomini, infatti io conosco solo te, ma questa è una mia carenza. Ho fatto una ricerca su internet, perché volevo sapere cosa pensavano i calciatori della nostra seria A di questa storia escludendo le reazioni ufficiali delle organizzazioni sportive e delle società che si sono offerte di ospitare le calciatrici. Bene. Detto che non sono bravo in questo tipo di cose, non ho trovato niente sul tema. Eppure ormai quelli famosi hanno alle loro dipendenze professionisti stipendiati che gestiscono la loro immagine e le cazzate che dicono. Anche perché, senza i professionisti al seguito, non sarebbero in grado di scriverli i post o i “posts” se sono più di uno. Non è un caso, ho sentito che lo diceva un calciatore in televisione rivendicando due posts. Ma io ho una importante domanda per te, cara Maria. Ma tu perché non fai solo la tifosa becera e vuoi farmi impelagare in queste questioni che io non amo discutere con te? Perché non mi parli di un cretino che davanti all’arbitro dà uno schiaffone ad un avversario, facendosi espellere e compromettendo quasi la partita? Oppure di un altro gran signore che mostra le palle, non i palloni, ma i coglioni, al pubblico per aver segnato un rigore dopo averne sbagliato uno pochi minuti prima? Evidente le palle gli sono cresciute durante la partita. Ti prego Maria parliamo di questo, perché sai com’è la vita mi piace facile.

Ti abbraccio Marì

Salvatore 

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