La strana coppia dell’NBA

In campo cercheranno sempre di toglierti la concentrazione. Devi essere come un iceberg là fuori. Un iceberg tagliente che galleggia tranquillo ma che affonda le navi”.

di Gigi Marchitelli

Voleva il film drammatico Adam Sandler. Forse perché i suoi innumerevoli film comici, grandi successi al botteghino, hanno collezionato imbarazzanti stroncature da parte della critica, mentre i suoi pochi ruoli drammatici gli sono valsi qualche apprezzamento. L’operazione “diamante grezzo”, riprendendo il titolo di un suo film drammatico del 2019 (questo veramente bello, “Uncut Gems”, cercatelo), anche grazie alla faccia pulita, alla credibilità e all’impegno di Juan Hernangómez, è abbastanza riuscita, ma rimane un poco nell’aria un sottofondo da “La strana coppia”, per citare un vecchio film assolutamente indiscutibile.

Dunque, cosa succede in questo film – titolo: Hustle, qualcosa come “agitazione”, “attività febbrile”, intraducibile e quindi non tradotto – uscito da due mesi e quindi destinato alla spensierata estate? Stanley Sugarman (Adam Sandler) è un ex giocatore di pallacanestro, oggi importante osservatore per i Philadelphia 76ers che sta vivendo una fase difficile della propria vita e della propria carriera. Grazie a un tenace lavoro di scouting, raggiunge il posto di assistant coach, ma con l’improvvisa morte del presidente della squadra (interpretato da Robert Duvall), l’unica persona che lo stimasse veramente, viene messo all’angolo dalla nuova dirigenza presieduta dal figlio Vince Merrick, che lo manda nuovamente alla ricerca di nuovi talenti. In Spagna, casualmente, conosce il suo diamante grezzo, Bo Cruz (Juan Hernangómez), un ragazzo dal passato difficile, nel quale lui intravede un talento cristallino: deciderà di scommettere tutto su di lui, tagliando i ponti con i 76ers per diventare il suo allenatore e procuratore personale. Fino a farlo arrivare nell’NBA.
Il percorso non sarà semplice, si metterà in mezzo un antagonista (interpretato da Anthony Edwards, un altro NBA come Hernangómez).

Tra l’altro, per gli amanti del basket il film è una continua sorpresa per il numero di giocatori, allenatori, talent, procuratori dell’NBA che interpretano se stessi, con tanto di carrellata finale. Al di là della trama abbastanza scontata, degli elementi strappalacrime (le figlie dei due protagonisti, una adolescente americana che a un certo punto si fa venire l’idea giusta e svolta la situazione grazie ai social media, e una bimbetta spagnola cresciuta dal solo padre nella miseria), l’interesse del film è proprio nella dinamica tra i due protagonisti e nel “dietro le quinte” della più importante lega di basket al mondo.

Il regista Jeremiah Zagar e gli sceneggiatori Will Fetters e Taylor Materne hanno fatto un lavoro onesto, anche grazie al materiale che avevano a disposizione: quando le scene di gioco le girano i professionisti, difficile che qualcosa vada storto. Insomma, una cosa adatta all’estate e alla spensieratezza, che voleva essere drammatica ma indulge al lieto fine (anche se con sorpresa). Meglio, molto meglio di tanti altri film di Adam Sandler. Ma tu, Adam, provaci ancora.

Hustle, di Jeremiah Zagar
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2022
Genere: drammatico, sportivo
Durata: 117′
Nei cinema e su Netflix

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