Curling e geologia: alla scoperta del granito di Ailsa Craig

di Chiara Aruffo

Sport e geologia non sono due mondi che si incontrano facilmente, l’occasione ce la dà il curling, sport entrato nelle case degli italiani questa settimana grazie all’impresa epica della coppia Stefania Constantini – Amos Mosaner ai Giochi Invernali di Pechino 2022.

La patria del curling è la Scozia e chi se non il Museo Nazionale di Scozia poteva scrivere un articolo su curling e geologia. Bob Gooday, geologo del Museo, ha pubblicato ieri sul blog istituzionale “The Roaring Game: Scotland’s curling stone island” e ci ha gentilmente concesso la possibilità di tradurre alcuni passaggi del suo articolo.

Grazie alla curiosità nata in questi giorni intorno al curling, molti sapranno già che le pietre delle stones utilizzate nelle competizioni provengono tutte da Ailsa Craig, una piccola isola disabitata che si trova nel Firth of Clyde, un’insenatura lungo la costa occidentale scozzese. La roccia è il granito e l’attività estrattiva per il curling è iniziata nel diciannovesimo secolo.

Il granito di Ailsa Craig

Il granito è una delle rocce più comuni al mondo, perché quindi proprio il granito di Ailsa Craig? Cos’ha di tanto speciale? E qui viene il bello per gli appassionati di geologia: andiamo a scoprire i segreti di questa roccia. Bob Gooday ci spiega che il granito di Aisla Craig si è formato dal raffreddamento e solidificazione di magma circa 60 milioni di anni fa. Circa nello stesso periodo, nella vicina isola di Arran era attivo un enorme vulcano, le cui colate verso ovest raggiungevano l’Irlanda del Nord per formare le rocce che un giorno sarebbero diventate la Giant’s Causeway che oggi attrae turisti da tutto il mondo.

La composizione chimica del magma di Ailsa Craig era tuttavia insolita: rispetto alla maggior parte dei graniti, il tenore in alluminio era molto basso. Questo portò allo sviluppo di alcuni minerali non comuni nella roccia, come l’arfvedsonite (dal nome del chimico svedese Johan August Arfwedson, scopritore del litio), l’egirina (da Ægir, dio del mare e inventore della birra nella mitologia norrena) e l’enigmatite (alla parola greca aenigma per via della difficoltà nell’identificare l’esatta formula chimica). La presenza di questi minerali, insieme a quelli più comuni del granito come il feldspato e il quarzo, per ragioni ancora oggi non chiare, rendono la roccia molto dura e resistente a scheggiature e crepe. Perfetto per le stones da curling che scivolano e si scontrano sul ghiaccio.

Resti dello sfruttamento intensivo del granito sull’isola di Ailsa Craig (foto Andy Buchanan / AFP).

Tre tipi di granito: Common Green, Red Hone, Blue Hone

Sull’isola di Aisla Craig affiorano tre tipi di granito, simili dal punto di vista geologico, che i lavoratori delle cave hanno chiamato con nomi diversi che ne rispecchiano le caratteristiche morfologiche. Il : Common Green (Verde Comune), Red Hone (Pietra Rossa) e Blue Hone (Pietra Blu). Dal punto di vista geologico sono tutti molto simili. Il Common Green (Verde Comune) è il granito più abbondante sull’isola e presenta le caratteristiche macchie nere che si possono vedere su molti sassi da curling. Il Blue Hone (Pietra Blu) ha cristalli più piccoli del Common Green ed è di un colore blu grigiastro, mentre il Red Hone (Pietra Rossa) si pensa sia un Blue Hone che ha assunto una colorazione rosso scuro a causa della presenza di  minerali di ferro.

I tre tipi di granito di Aisla Craig: Common Green, Red Hone e Blue Hone dalla collezione del Museo Nazionale di Scozia.

Il Red Hone è stato estratto del tutto ma la richiesta di Common Green e Blue Hone resta alta. Grazie all’utilizzo, ma anche ad esperimenti scientifici, si è scoperto che il Common Green è particolarmente adatto per fare il corpo delle stones da curling. Questo include la “fascia di impatto” dove le pietre si scontrano l’una con l’altra. Blue Hone è un’eccellente superficie per lo scorrimento sul ghiaccio, il che lo rende idoneo per la “banda di scorrimento“. Per questo motivo, molti sassi da curling di alto livello comprendono un corpo di Common Green con una lamina di Blue Hone alla base – il massimo della tecnologia delle stones da curling!

La collezione al Museo Nazionale di Scozia

Il Museo Nazionale di Scozia ha un’ampia collezione di campioni geologici di Ailsa Craig. Si possono trovare ad esempio un sasso da curling e un’enorme lastra con un grande buco da cui è stata ricavata un’intera stone da curling! Alcuni dei campioni di Ailsa Craig sono stati raccolti dal mineralogista scozzese del XIX secolo Matthew Forster Heddle, determinante nella prima cura della collezione di minerali scozzesi del Museo. Heddle era anche appassionato di curling e ha anche pubblicato un documento sulle proprietà scientifiche delle pietre da curling scozzesi nel 1890! Più di 130 anni dopo, i ricercatori del Museo continuano il suo lavoro e applicano le moderne tecniche di ricerca a questa meravigliosa roccia di questa affascinante piccola isola.

Un sasso da curling dalla collezione del Museo Nazionale di Scozia.

This piece originally appeared on National Museums Scotland’s blog with the title “The Roaring Game: Scotland’s curling stone island“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.