Ciclismo paralimpico su pista: tandem e velocità

di Chiara Aruffo

La storia

Pittogramma paraciclismo su pista Tokyo 2020
Pittogramma del paraciclismo su pista creato per Tokyo 2020 (Copyright Olympics)

Il ciclismo paralimpico (o paraciclismo) nasce negli Anni 80 quando atleti ipovedenti iniziano a gareggiare in tandem con delle guide. Nel 1984 alle Paralimpiadi di New York si svolgono le gare di paraciclismo su strada, mentre il ciclismo su pista deve attendere le Paralimpiadi di Atlanta 1996 per entrare a far parte del programma olimpico. Le Paralimpiadi di Atene 2004 hanno visto invece l’introduzione della suddivisione in 4 classi di sport (ma nel paraciclismo su pista solo due partecipano), poi evolutasi nella classificazione funzionale attuale.

A livello internazionale, il paraciclismo è dal 2007 sotto la giurisdizione dell’Union Cycliste Internationale (UCI), fondata nel 1900 a Parigi, in seguito ad un accordo con l’International Paralympic Commitee (IPC). In Italia, la Federazione Ciclistica Italiana (FCI), nata nel 1885 col nome di Unione Velocipedistica Italiana, gestisce l’attività a livello nazionale.

Storia paraciclismo su pista

Categorie e discipline

Gli atleti del ciclismo su pista sono suddivisi in due categorie funzionali: categoria B (disabilità visiva) e categoria C (disabilità di movimento). I corridori di categoria B sono atleti non vedenti o ipovedenti e corrono con un collega vedente, noto come “guida”, che – appunto – guida il tandem. Gli atleti della categoria C sono affetti da disabilità fisiche come ad esempio amputazione, emiplegia o altre menomazioni agli arti. All’interno della categoria C c’è una ulteriore classificazione – da C1 a C5 – in base alla gravità della disabilità. Vengono utilizzate biciclette da corsa standard ma sono consentite modifiche per consentire all’atleta di correre più a suo agio. Esempio: un corridore con disabilità al braccio può utilizzare manubri di forma diversa mentre un atleta con una gamba amputata sotto il ginocchio può fissare la protesi al pedale.

Il programma paralimpico è composto da tre eventi: prove a cronometro, inseguimento individuale e velocità (sprint) a squadre. Nelle cronometro la categoria B e la categoria C maschile vengono disputate su 1 km; la categoria C femminile su 500 metri. Nell’inseguimento individuale, la partenza è da fermo sui rettilinei opposti della pista: vince colui che percorre la distanza nel minor tempo o, più raramente, raggiunge l’avversario. Le categorie B, C4 e C5 si sfidano sulla distanza di 4 km; le altre categorie su 3 km. Nella velocità (sprint) a squadre, squadre di tre atleti corrono per tre giri: dopo ogni giro il corridore in testa si allontana dopo aver dato il massimo.

paraciclismo pista italia
La nazionale italiana di paraciclismo su pista con il ct Mario Valentini (foto FCI)

Giochi Paralimpici

Schema riassuntivo Paraciclismo su pista Paralimpiadi Tokyo 2020

Il paraciclismo su pista è una disciplina paralimpica a partire da Atlanta 1996, dove si sono svolte solamente le competizioni di tandem. La gara a cronometro e l’inseguimento sono state inserite nel programma paralimpico a partire da Atene 2004. Sempre in occasione delle Paralimpiadi di Atene 2004 è stata introdotta la suddivisione dei paraciclisti in 4 classi di sport (ma nel paraciclismo su pista solo due partecipano), poi evolutasi nella classificazione funzionale attuale in vigore a partire dalle Paralimpiadi di Londra 2012.

Il medagliere paralimpico del paraciclismo (combinato su strada e su pista) vede al comando la Gran Bretagna (73 medaglie) in virtù delle 41 medaglie d’oro vinte, seguita da Australia e Stati Uniti.

L’Italia con 39 medaglie (16 d’oro) è al quinto posto del medagliere. La squadra italiana ha partecipato 6 volte ai Giochi Paralimpici, fin dalla prima edizione di Atlanta 1996. Sono numerosi gli atleti azzurri sono saliti sul podio, tra i più recenti Fabio Triboli con due bronzi nell’inseguimento categoria LC1 alle Paralimpiadi di Atene 2004 e di Pechino 2008, e Paolo Viganò vincitore della medaglia d’oro a Pechino nell’inseguimento LC4.

Tokyo 2020

Alle Olimpiadi di Tokyo 2020 sono in programma 17 eventi di paraciclismo su pista che includono prove a cronometro, inseguimento individuale e velocità (sprint) a squadre. Parteciperà un totale di 230 atleti (150 uomini e 80 donne), includendo anche le prove su strada.

Il sistema di qualificazione è accorpato per le prove su strada e quello su pista, ed è basato principalmente sul ranking mondiale combinato delle due discipline. Agli atleti è però richiesto di partecipare a determinate competizioni internazionali negli anni 2019-2021 per rimanere in graduatoria. Dieci posti (cinque per genere) sono riservati per gli inviti della Commissione Bipartita. Ogni nazione può iscrivere un massimo di 3 atleti per evento. Da sottolineare come ogni atleta debba obbligatoriamente essere iscritto ad almeno due eventi (individuali o di squadra). L’Italia del paraciclismo non gareggerà in pista.

Eventi maschiliEventi femminiliEventi misti
C1 - C2 - C3 1000 m cronometroC1 - C2 - C3 500 m cronometroC1 - C5 750 m sprint
C4 - C5 1000 m cronometroC4 - C5 500 m cronometro
C1 inseguimento individualeC1 - C2 - C3 inseguimento individuale
C2 inseguimento individualeC4 inseguimento individuale
C3 inseguimento individualeC5 inseguimento individuale
C4 inseguimento individualeB 1000 m cronometro
C5 inseguimento individualeB inseguimento individuale
B 1000 m cronometro
B inseguimento individuale
Statistiche paraciclismo su pista Tokyo 2020

Foto di copertina: Alex Whitehead/SWpix.com

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