Carabinieri, negli anni fedeli anche allo sport

di Nando Aruffo

Continua su Sportopolis.it lo speciale sui corpi militari e sul ruolo che hanno nello sviluppo dello sport italiano. Ne abbiamo parlato con il Colonnello Gianni Cuneo, Comandante Centro Sportivo Carabinieri, che ringraziamo per la disponibilità.

  • Quale importanza attribuisce al suo gruppo sportivo nell’ambito dello sviluppo dello sport italiano? Il Centro Sportivo Carabinieri fu costituito nel 1964, quindi vanta più di 50 anni di attività. In questo lungo lasso di tempo avete conquistato le vittorie più prestigiose, dai Giochi Olimpici ai Mondiali.
Il Colonnello Gianni Cuneo, Comandante Centro Sportivo Carabinieri.

Insieme agli altri Corpi dello Stato, il Centro Sportivo dell’Arma dei Carabinieri con i suoi atleti, formati e valorizzati all’interno della propria organizzazione, assolve inoltre la delicata funzione di far proseguire l’attività agonistica ad elementi di rilievo nazionale ed internazionale fornendo loro indispensabile e sicuro sostegno logistico, economico ed organizzativo che altrimenti difficilmente potrebbero trovare presso le società civili o le Federazioni Sportive Nazionali. Inoltre con i suoi numerosi impianti ed attrezzature ginnico-sportive il reparto contribuisce fattivamente ad incrementare e sostenere lo sport su base nazionale; il contributo del Centro Sportivo Carabinieri allo sport nazionale è enorme e a livello organizzativo e funzionale si traduce tra l’altro con un’importante convenzione tra il Ministero della Difesa ed il CONI (CONI-FF.AA) che regola i rapporti con le Federazioni Sportive ed il CONI stesso; l’accordo prevede che il Centro Sportivo Carabinieri, così come i Corpi dello Stato, mettano a disposizione delle Federazioni i propri atleti e tecnici per le composizioni delle squadre nazionali. L’apporto più evidente è quello che l’Arma può vantare per aver contribuito in misura determinante ai successi sportivi dell’Italia in campo internazionale nelle più prestigiose manifestazioni mondiali ed olimpiche; ciò è dimostrato in maniera inequivocabile da un medagliere che solo alle Olimpiadi conta ben 100 medaglie di cui 31 d’oro, un bottino questo che rende il Centro Sportivo Carabinieri il più medagliato in assoluto tra tutti i gruppi sportivi militari e Corpi dello Stato. Nel medagliere del Centro Sportivo Carabinieri, aggiornato ad ottobre 2020, anche 403 medaglie mondiali (137 d’oro), 496 agli Europei (152 ori), 112 ai Giochi del Mediterraneo (40 ori) e 97 alle Universiadi (26 ori).

  • Senza nulla togliere allo judoka Ezio Gamba, ad Alberto Tomba nello sci, a Paul Hildgartner e Walter Plaickner nello slittino, non si può non partire dai fratelli Piero e  Raimondo D’Inzeo. Cos’hanno rappresentato per l’Arma?

Certamente i fratelli D’Inzeo, soprannominati per le loro vittorie conquistate in tutti i più prestigiosi campi gara del mondo “Fratelli d’Italia”, hanno rappresentato e tuttora rappresentano un punto di riferimento per l’equitazione moderna e un patrimonio indiscusso dello sport italiano, in particolare il Gen. Raimondo D’Inzeo, Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, a differenza del fratello Piero che ha prestato servizio come Ufficiale dell’Esercito fino al grado di Colonnello.

Raimondo ha segnato la storia dell’equitazione mondiale con le sue otto partecipazioni olimpiche consecutive dai Giochi di Londra 1948 a quelli di Montreal  1976 nella disciplina del completo (Londra 1948) e successivamente del salto ostacoli conquistando complessivamente 6 medaglie olimpiche tra cui spicca l’oro individuale delle Olimpiadi di Roma ‘60. Altro appellativo di Raimondo D’Inzeo, noto nell’ambiente era quello di “Campionissimo” in quanto per ben 2 volte unico vincitore del titolo mondiale individuale negli anni 1956 (Aquisgrana) e 1960 (Venezia) con la particolarità della formula dello scambio dei cavalli per i tre finalisti proiettati alla conquista del podio.

Raimondo D’Inzeo (CS Carabinieri)
  • Quali problemi ha dovuto affrontare lo sport militare nel 2004 con l’abolizione della leva obbligatoria?

Con l’abolizione della leva abbiamo iniziato ad arruolare tramite concorso pubblico dedicato agli atleti. Le risorse che prima potevamo individuare tra i carabinieri effettivi e ausiliari da quell’anno in poi venivano bandite dal concorso dedicato all’arruolamento diretto degli atleti. In più in quell’anno (2004) l’Arma dei Carabinieri per la prima volta nella sua storia ha aperto le porte del Centro Sportivo Carabinieri al personale femminile iniziando così ad arruolare nei propri ranghi le prime atlete che durante quella stagione presero parte ai Giochi Olimpici di Atene 2004.

  • Quale interazione avviene con atleti che fanno parte sia di un gruppo militare sia di una squadra civile?

Si tratta di una particolarità che riguarda quelle  discipline i cui regolamenti e statuti consentono il doppio tesseramento dell’atleta in due diverse società, ad esempio cosa che accade per la Federazione Nuoto. Questa circostanza non ha mai generato particolari problematiche nella considerazione che la gestione degli atleti, laddove necessario e richiesto, viene concertata tra i due presidenti delle società interessate. Spesso si rileva anche un punto di forza, perché consente l’interazione tra società e l’utilizzazione delle loro strutture sportive facilitando l’attività di preparazione e di allenamento degli atleti stessi.

  • Come avviene la scelta dell’atleta da reclutare?

Innanzitutto la scelta deve necessariamente ricadere sulle discipline sportive per le quali il centro sportivo è affiliato presso le rispettive federazioni nazionali. In seconda battuta, nell’ambito di una pianificazione coincidente con i quadrienni olimpici (diversificati tra le discipline cosiddette estive ed invernale e che prevedono quindi cadenze differenti) entrano in gioco una serie di elementi che vengono valutati da parte della dirigenza e della componente tecnica del Centro Sportivo. Tra questi elementi sicuramente vi rientrano gli indirizzi dettati dallo Stato Maggiore del Comando Generale per quanto riguarda le politiche di arruolamento partendo dall’aspetto numerico per arrivare poi più nel tecnico ad altri elementi quali: necessità di avvicendamento del quadro atleti, riempimento delle quote necessarie al completamento della costituzione di squadre secondo le direttive dei quadri tecnici delle rispettive federazioni sportive nazionali di riferimento, capacità di poter arruolare elementi di alto profilo tecnico di livello internazionale, tenendo conto che il requisito sportivo minimale per poter partecipare al concorso di arruolamento è quello di essere in possesso della qualifica di atleta di interesse nazionale conferito dalla federazione di appartenenza.

  • Avete atleti minorenni come altri gruppi sportivi dei corpi dello stato o militari?

Secondo il bando di concorso l’età minima di partecipazione necessaria è fissata a diciassette anni. Tale previsione consente di poter arruolare giovani talenti emergenti da poter far crescere agonisticamente e professionalmente nell’ambito del Centro Sportivo sotto la guida dei qualificati quadri tecnici di cui dispone il Centro Sportivo affinché possano emulare i grandi campioni in servizio presso lo stesso con i quali possono condividere il lavoro sul campo.

  • Garantite agli atleti un futuro nel vostro corpo al termine della carriera?

L’Arma dei Carabinieri offre la possibilità ai propri atleti che terminano l’attività agonistica di poter essere impiegati nei vari reparti dell’Arma per lo svolgimento dei compiti istituzionali, ovvero per coloro che garantiscono capacità e qualità tecniche elevate di andare a ricoprire i ruoli tecnici all’interno del Centro Sportivo stesso. Ulteriore profilo d’impiego utile per gli atleti che lasciano l’attività agonistica è anche quello di poter essere adeguatamente impiegati quali istruttori militari di educazione fisica e/o aiuti istruttori di difesa personale e tecniche del disarmo nell’ambito degli istituti di formazione all’interno dell’organizzazione addestrativa in favore dei frequentatori dei vari corsi di formazione.

  • Vi occupate di 12 sport: atletica leggera, ciclismo, equitazione, karate, judo, nuoto, paracadutismo sportivo, pentathlon moderno, scherma, sport invernali, tiro a segno, triathlon. Perché proprio questi e non altri?

Il Centro Sportivo Carabinieri, nella sua attuale configurazione è articolato in 12 sezioni sportive e 2 distaccamenti che prevedono la pratica di un totale di 61 diverse discipline praticate su 15 federazioni e 2 enti sportivi di riferimento. Le 12 sezioni che sono dislocate sul territorio nazionale, con particolare concentramento su Roma dove abbiamo le Sezioni Arti Marziali; Equitazione; Nuoto; Pentathlon Moderno, Triathlon e Ciclismo; Tiro a Segno e Tiro a Volo; Scherma; sul resto del territorio sono dislocate le altre: Atletica (con sede a Bologna e con un ulteriore suo Distaccamento a Rieti); Canottaggio e Canoa Olimpica (Sabaudia), Canoa Fluviale (Carpanè, in provincia di Vicenza); Paracadutismo (Livorno); Pugilato (Napoli) e Sport Invernali (Selva di Val Gardena con un suo Distaccamento ad Auronzo di Cadore, nel Bellunese). Da statuto, l’attività è incentrata prioritariamente sulle discipline olimpiche e tradizionalmente sono preferite quelle a maggior attinenza con il servizio istituzionale e le attività svolte dai reparti esistenti nell’Arma.

Arianna Errigo (CS Carabinieri)
  • Dai campioni allo sport amatoriale: qual è attività sul territorio?

Gli atleti e i tecnici del Centro Sportivo Carabinieri, oltre ad essere proiettati prioritariamente nell’esercizio dello sport di alto livello, sono anche impegnati in una attività di prossimità sul territorio aderendo a specifici progetti / iniziative volte a diffondere la pratica dello sport, prioritariamente nel mondo della scuola promuovendo i sani principi che l’attività sportiva incorpora con una particolare attenzione verso l’osservanza dei regolamenti, del principio di correttezza e della legalità.

  • Giochi Olimpici di Tokyo: lei è favorevole al rinvio?

Considerato che il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo al prossimo 2021 di fatto è una realtà ormai assodata, in seguito alla decisione adottata dell’organismo internazionale competente, il CIO (Comitato Olimpico Internazionale), gioco forza le nostre prospettive in chiave olimpica si sono dovute adeguare conseguentemente a questo nuovo scenario nella speranza di poter qualificare il maggior numero possibile di atleti del mio Centro Sportivo considerato il lasso di tempo ancora disponibile per poter conquistare i rimanenti pass olimpici ancora a disposizione. Ad oggi abbiamo già qualificati circa 30 atleti di cui 5 a livello individuale a quali speriamo di aggiungere anche qualcuno dei nuovi arruolati.

  • Quali risultati si aspetta dai suoi atleti di vertice per i prossimi appuntamenti Europei, Mondiali e Giochi Olimpici?

In relazione alle persistenti problematiche comportate dell’emergenza pandemica che continua ad affliggere l’intero pianeta rimane ancora veramente difficoltoso poter fare delle previsioni fermo restando comunque l’auspicio che tutte le restanti gare di qualifica olimpica possano tenersi e che, nelle stesse, gli atleti più performanti possono qualificarsi in modo tale da rinforzare la spedizione degli atleti dei Carabinieri in vista di Tokyo 2021.

  • Qual è la maggiore soddisfazione (anche non legata al risultato sportivo) che le ha regalato un suo atleta?

Un alto gradimento è rappresentato all’atto dell’arruolamento dai giovani atleti che vincono il concorso e che, al termine del corso formativo per poi fare ingresso al Centro Sportivo, recepiscono pienamente, incorporandoli, tutti i valori che gli vengono trasferiti dai loro formatori, capendo l’importanza di appartenere a un gruppo sportivo militare e diventando carabinieri a tutti gli effetti.

  • Nel 2021 lei sarebbe contento se…

… Se potessi accompagnare a Tokyo più di 40 dei miei atleti e se questi riuscissero a conquistare tante medaglie olimpiche da poter aggiungere al nostro già prestigioso medagliere.

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