1999: l’Agenda 21 del CIO e la Dichiarazione di Rio sullo Sport e sullo Sviluppo Sostenibile

di Chiara Aruffo

Nella scorsa puntata, abbiamo visto i primi passi concreti sulla questione ambiente del CIO nel biennio 1996-1997 il CIO. Andiamo dunque ad analizzare la prima strategia ufficiale: l’Agenda 21, e la conseguente Dichiarazione di Rio sullo Sport e sullo Sviluppo Sostenibile.

La Commissione dello Sport e dell’Ambiente, istituita ufficialmente nel 1994, continua a lavorare attivamente per includere la questione ambientale nelle attività del movimento olimpico. Durante la Sessione CIO tenutasi a giugno 1999 a Seoul (Corea del Sud), la Commissione presenta l’Agenda 21: Sport per lo Sviluppo Sostenibile. L’Agenda 21 del CIO si basa sull’Agenda 21 delle Nazioni Unite, approvata in occasione dell’Earth Summit 1992. Proprio all’Earth Summit di Rio, il CIO per la prima volta aveva pubblicamente espresso la volontà di includere l’ambiente nei propri programmi.

L’Agenda 21 del CIO riprende tre dei temi fondamentali identificati dalle Nazioni Unite, che vanno in realtà oltre la semplice questione ambientale:

  • miglioramento della condizione socio-economica;
  • conservazione e gestione delle risorse in un’ottica di sviluppo sostenibile;
  • rafforzamento del ruolo dei “gruppi maggiori”. I “gruppi maggiori” identificano nove settori della società civile che sono considerati fondamentali per lo sviluppo sostenibile, ad esempio i giovani, le donne e i popoli indigeni.

La Terza Conferenza del CIO sullo Sport e sull’Ambiente si svolge a Rio de Janeiro nell’ottobre 1999, e vede tra le organizzazioni presenti: l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), l’UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il WWF e Greenpeace, 4 comitati organizzatori dei Giochi Olimpici. I 300 partecipanti stilano la Dichiarazione di Rio sullo Sport e sullo Sviluppo Sostenibile, che delinea il piano d’azione per l’implementazione dell’Agenda 21. I dieci punti possono essere sostanzialmente suddivisi in tre sottogruppi:

  • I primi quattro punti contengono le tematiche da affrontare e da tenere in considerazione, ovvero: lo sviluppo sostenibile, gli aspetti culturali, religiosi, socio-economici, geografici e climatici.
  • I punti 5 e 6 enfatizzano l’importanza dell’educazione nella protezione ambientale, e il ruolo che atleti e media possono giocare in tal senso.
  • Gli ultimi quattro punti delineano le responsabilità degli organi istituzionali nell’implementazione dell’Agenda 21. La Commissione dello Sport e dell’Ambiente ha il compito di promuovere ed aggiornare l’Agenda 21 del CIO. Inoltre, la Commissione e l’UNEP devono formare un gruppo di lavoro per la consulenza e il monitoraggio del piano d’azione dell’Agenda 21. Tale gruppo di lavoro deve presentare lo stato di avanzamento dei lavori alle riunioni principali del movimento olimpico e alla futura Conferenza del CIO sullo Sport e sull’Ambiente.

Nel prossimo episodio, parleremo delle Olimpiadi di Sydney 2000, i “Green Games” – almeno sulla carta!

La copertina del documento ufficiale dell’Agenda 21 del CIO (immagine della Commissione Sport e Ambiente del CIO).

Bibliografia:

IOC (2005) Sustainable development of the Olympic Games. Olympic Review.

IOC (2014) Factsheet, the environment and sustainable development.

Langenbach, B. and Krieger, J. (2017) Emergence of the environment policy of the International Olympic Committee: A historical analysis. Journal of Qualitative Research in Sports Studies, 11, 1, 15-32.

Walker J. Ross & Becca Leopkey (2017) The adoption and evolution of environmental practices in the Olympic Games, Managing Sport and Leisure, 22:1, 1-18.

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