La sostenibilità ai Giochi di Tokyo: Ambiente e Biodiversità

di Chiara Aruffo

Ambiente e Biodiversità fanno parte delle tematiche principali del piano di sostenibilità di Tokyo 2020 “Be better, together – For the planet and the people”.

Parlare di ambiente e biodiversità in un contesto fortemente urbanizzato come quello di Tokyo non è certamente un compito facile. Proprio per questo motivo gli organizzatori hanno lavorato insieme al governo metropolitano di Tokyo (TMG) per pianificare un nuovo sistema urbano che permetta di ripristinare e conservare nel futuro i sistemi ecologici. Le iniziative proposte riflettono anche gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di cui abbiamo parlato in precedenza, ad esempio l’accesso all’acqua pulita e ai sistemi igienico-sanitari, la costruzione di città e comunità sostenibili. I test event del 2019 hanno dato la possibilità di provare e calibrare molte delle misure previste, per esempio per quanto riguarda il caldo e la qualità dell’acqua.

Misure contro il caldo

Nella regione di Tokyo, le temperature estive raggiungono spesso livelli di allerta (oltre i 35 °C durante il giorno), per cui si è reso necessario stabilire delle contromisure per preservare la salute di atleti, staff e spettatori (originariamente previsti prima dell’emergenza COVID). Tra queste, il progetto Tokyo 2020 Cooling prevede la costruzione di zone d’ombra, la distribuzione di bevande rinfrescanti e una serie di attività pensate specificatamente per ridurre l’esposizione al caldo.

Qualità dell’acqua all’Odaiba Marine Park

La zona dell’Odaiba Marine Park, dove si svolgeranno le prove di nuoto di fondo e triathlon, è stata oggetto di numerosi test riguardo la qualità dell’acqua. Nell’estate 2019 era stato infatti riscontrato un deterioramento delle condizioni acquatiche dovuto all’effetto della pioggia con successiva proliferazione di batteri coliformi. L’utilizzo di depuratori con filtri ad uno strato durante i test ha mostrato dei miglioramenti e per le gare olimpiche verranno impiegati filtri a tre strati per una protezione ulteriore. Non è la prima volta nella storia che i bacini di nuoto in acque libere sono oggetto di preoccupazioni da parte degli atleti, già in occasione di Rio 2016 la baia di Guanabara versava in condizioni disastrose a poche settimane dall’inizio dei Giochi.

odaiba marine park test
Uno dei test di triathlon effettuati all’Odaiba Marine Park nel 2019 per verificare la condizioni di gare (Foto AP Photo/Jae C. Hong)

Una città più verde

Gli organizzatori vogliono lasciare una Tokyo più verde e per questo sono stati piantati più di 70.000 nuovi alberi nei dintorni delle strutture olimpiche, anche per incrementare le zone d’ombra. Dove necessario per fare spazio alle costruzioni, gli alberi già esistenti sono stati trapiantati in altre zone. Inoltre, le strade di Tokyo avranno un tocco di colore in più grazie ai fiori piantati dalle comunità locali.

Biodiversità e natura, il Kasai Canoe Slalom Centre

Il discorso biodiversità è certamente ampio e tocca molti aspetti inerenti all’organizzazione dei Giochi Olimpici. Il comitato organizzatore ha voluto includere questo aspetto anche nell’approvvigionamento delle risorse, per cui gli acquisti saranno fatti solo da aziende che dimostrino, tramite un sistema di certificati, di impegnarsi per minimizzare l’inquinamento ambientale.

Tra le strutture olimpiche, è da segnalare il Kasai Canoe Slalom Centre (dove si svolgeranno le gare di canoa slalom) che è adiacente al Kasai Marine Park. Tale parco è stato riconosciuto nel 2018 come zona umida di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar, per cui l’utilizzo è strettamente monitorato.

Nei precedenti articoli abbiamo parlato degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, della gestione delle risorse e del cambiamento climatico sempre in ottica Tokyo 2020.

kasai canoe slalom center park
Il Kasai Canoe Slalom Centre all’interno del Kasai Marine Park, area protetta dal 2018 (Foto ed elaborazione: olympics.org).

Foto di copertina: olympics.org

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