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Corsa di Miguel 2026: 15mila a Roma nel ricordo di Giorgio Lo Giudice

Dallo Stadio Olimpico un messaggio che va oltre il cronometro: la 27esima edizione celebra la memoria di Giorgio Lo Giudice. Tra inclusione e agonismo, la capitale risponde presente.

di Cristian Salvatore Miglietta

Roma, 18 gennaio 2026 – Ci sono traguardi che segnano la fine di una gara e altri che, invece, segnano l’inizio di una storia. O la sua continuazione eterna. Oggi lo Stadio Olimpico non è stato solo cemento e pista, ma il luogo dove 15.000 anime hanno pulsato all’unisono. Non correvano solo per il tempo, né solo per la medaglia. Correvano per dire che la memoria è un muscolo che va allenato ogni giorno.

La 27esima edizione della Corsa di Miguel è stata un fiume in piena, un abbraccio collettivo che quest’anno aveva un sapore diverso, più intimo e struggente. Perché se Miguel Benancio Sánchez correva per sfuggire al buio della dittatura argentina, oggi Roma ha corso per chi quella luce l’ha tenuta accesa per ventisei anni: Giorgio Lo Giudice. Il presidente del Club Atletico Centrale, scomparso lo scorso giugno, non era fisicamente alla partenza, eppure era ovunque. Era stampato sulle maglie di tutti i 15.000 partecipanti, era nel respiro affannoso dei runner, era nella dedica silenziosa e potente di Martin Sharples.

L’immagine di Sharples, atleta paralimpico e amico della Corsa di Miguel, che entra nell’Olimpico con la maglia dell’Argentina dedicata a Giorgio, è il manifesto politico e umano di questa giornata. È la sintesi perfetta di cosa sia questo evento: un ponte tra generazioni, tra abilità diverse, tra un passato che va ricordato per rendere il futuro sempre più accessibile.

Il via al sindaco Gualtieri e all’assessore Onorato

Hanno sfilato in tanti. Dai professionisti del cronometro alle famiglie della “Strantirazzismo”, dai marciatori agli atleti in joelette e frame running. Una marea umana che ha portato le istituzioni ad esserci. Il Sindaco Gualtieri e l’Assessore Onorato hanno dato il via: “È una giornata di festa e Roma è sempre pronta ad accogliere gli appassionati della corsa. Questa è una città che ospita tante corse straordinarie, perché abbiamo i percorsi più belli del mondo, e la Corsa di Miguel ne è una straordinaria testimonianza. Correrla? Beh, prometto che il prossimo anno parteciperò sfidando l’assessore Onorato che da diversi anni partecipa”.

Queste invece le parole di Onorato: “Sono felice di aver partecipato alla 27º edizione della Corsa di Miguel con tanti bambini, ragazzi e famiglie, ed è bello che il numero degli iscritti cresca di anno in anno: oggi superiamo i 15 mila. Sono un fan di questa manifestazione perché è una delle più belle e significative che si svolgono a Roma e in Italia: perché oltre a promuovere lo sport, con le iniziative come ‘Onda donna’ e la ‘Strantirazzismo’ lancia anche messaggi sociali, educativi e culturali, soprattutto rivolti ai centinaia di giovani delle scuole che coinvolge. Per questo la sosteniamo con convinzione anno dopo anno e continueremo a farlo, dando tutto il supporto necessario”. Roma si è confermata capitale dell’accoglienza sportiva, capace di trasformare una 10 chilometri in una lezione di educazione civica a cielo aperto.

L'arrivo di Gerratana e Mitidieri

Gerratana e Mitidieri primi delle loro categorie

Sul fronte agonistico, perché lo sport è rispetto delle regole e della fatica, la gloria è andata a Giuseppe Gerratana e Lucia Mitidieri. Gerratana, al suo esordio nella competizione, ha fermato il tempo a 29:31, confessando quella pelle d’oca che ti assale quando esci dal tunnel ed entri nello stadio: l’emozione che vale più di un podio. Per Mitidieri è la quarta vittoria consecutiva (34:47), la conferma di un dominio che sa di costanza e dedizione.

Ma come sempre accade nelle storie che ci piace raccontare, il risultato tecnico è solo la cornice. Il quadro è fatto dai ragazzi delle scuole, dalle associazioni come Europa Now!, ZittoCancro, da Giorgio Calcaterra e Annalisa Minetti che si mescolano alla folla. È la vittoria del “noi” contro l’io. La Corsa di Miguel è organizzata dal Club Atletico Centrale con il sostegno dell’Assessorato allo Sport, Turismo, Moda e Grandi eventi di Roma Capitale, e si avvale dell’aiuto di ANCE, ANCE Roma, Net Insurance, Brioche Pasquier, Marziali Leone Caffè e Ormesa.

Oggi Roma ha dimostrato che si può correre contro il vento e contro l’oblio. Giorgio Lo Giudice ha passato il testimone, e 15.000 paia di gambe lo hanno raccolto per portarlo fin dentro l’Olimpico. La gara è finita, ma la corsa per i diritti e la memoria non si ferma. E da lassù, c’è da scommetterci, Giorgio ha preso i tempi a tutti.

Credits foto: Piccioli

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