Buzkashi, quando la palla è una carcassa di capra

di Emanuele Di Casola

È sport nazionale di alcuni stati dell’Asia centrale e si chiama Buzkashi: ci sono uomini a cavallo, scontri violenti e… una capra morta

“Strani sport e dove trovarli”, titolava un nostro articolo  del 2021. 

Uno spirito che il Buzkashi onora alla perfezione, avendo il plus di essere uno sport di stato e Patrimonio immateriale Unesco

Fonte: Wikimedia Commons

Due squadre, solitamente da 13 persone, si sfidano a cavallo (su un campo di circa 200 metri di lunghezza e 70 di larghezza) per portare un oggetto in una meta, spesso un semplice cerchio contrassegnato sul terreno o talvolta un buco rialzato. 

Il Buzkashi, o Kok Buru, non è poi tanto lontano da quello che dalle nostre parti si definisce “sport”. Tuttavia, alcune delle sue caratteristiche lo rendono quantomeno bizzarro

Il gioco ha suscitato anche l’interesse di National Geographic ed è mostrato in una magistrale scena del film “Rambo 3” del 1988, in cui il protagonista, interpretato da Sylvester Stallone, gioca a Buzkashi in Afghanistan.

Nato ai tempi di Gengis Khan, il suo nome vuol dire letteralmente “Acchiappa la capra”. 

Fonte: Wikimedia Commons

“Acchiappa la capra?” Esatto! Lo scopo del gioco è impadronirsi della carcassa di una capra, usata letteralmente come palla, e portarla all’interno di un’area prestabilita.

Le immagini sono impressionanti, e la totale assenza di regole mette in pericolo l’incolumità dei giocatori. Gli infortuni sono infatti molto frequenti nel Buzkashi e basta imbattersi in video sul web per vedere uomini letteralmente calpestati dai cavalli degli altri giocatori. Spinte, strattoni, frustate agli avversari: tutto è ammesso in questo sport pur di raggiungere il proprio obiettivo. 

In merito all’oggetto della contesa, la capra, le fonti sono molteplici e probabilmente hanno tutte un fondamento, in quanto il Buzkashi è tradizione in molti stati dell’Asia Centrale. Secondo alcuni, l’animale viene sgozzato appena prima del match; secondo altri viene privato della testa e degli organi e riempito di altri materiali per simulare il peso dell’animale.

Tra i paesi in cui è praticato vi sono Afghanistan e Kazakistan (dove è sport nazionale) ma anche il Kirghizistan e alcune zone degli Stati Uniti d’America.

Un gioco molto simile al Buzkashi è il “Pato”, sport nazionale argentino. A differenza del primo, il Pato non prevede l’utilizzo di una capra bensì, appunto, di un papero (pato). Col tempo, lo sport argentino è stato arricchito di regole volte a garantire la sicurezza e il papero è stato sostituito da una semplice palla. 

Le nuove generazioni

Un video-documentario pubblicato sul canale Youtube dell’Unesco mostra il grande interesse da parte delle nuove generazioni per il gioco del Buzkashi. I giovani stanno apprendendo dalle vecchie generazioni tutti i segreti di questo sport

Fonte: Wikimedia Commons

Tramite alcuni accorgimenti, il Buzkashi si sta evolvendo per garantire una maggiore sicurezza ai giocatori così come ai cavalli. Nel video sono illustrati nuovi indumenti per i fantini, studiati al fine di proteggerli dagli impatti con gli altri giocatori e soprattutto con i cavalli.

Al posto della carcassa di capra si può notare l’utilizzo di un sacco, usato probabilmente per replicare la forma e il peso del (macabro) originale. 

Nonostante la difficolta nel trovare un produttore che la renda adeguatamente “flessibile e plastica”, ad oggi l’uso della riproduzione di una capra è quello maggiormente in voga, anche grazie alle proteste di numerose associazioni animaliste.

Un’evoluzione che potremmo definire naturale, che può portare anche il Buzkashi ad abbandonare l’aura macabra dello “Sport con la carcassa di capra”, e acquisire una propria dignità anche nel panorama internazionale.

Fonte foto di copertina: Wikimedia Commons

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