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Baldini, sei bravo ma non puoi fare rima con Vicini

Dall’Under 21 alla Nazionale maggiore, la innovativa proposta di Italo Cucci, troppo facile e troppo poco “visibile” per questo nostro calcio malato (che forse non vuole alzarsi dal letto)

di Nando Aruffo

Italo Cucci (foto Italpress) Silvio Baldini (foto FIGC)

ROMA – Stasera Silvio Baldini siederà per la seconda e ultima volta sulla panchina dell’Italia A, della Nazionale maggiore di calcio: si gioca alle ore 21.00 al Pankritio Stadium di Heraklion (Candia), situato sull’isola di Creta, in Grecia. Allenatore “ad interim” è stato definito.

Scrivo seconda e ultima volta con grande difficoltà, perché Silvio Baldini è l’allenatore ideale per continuare il ciclo almeno quadriennale necessario per ricostruire un organico attendibile che consenta all’Italia di tornare a essere competitiva a livello europeo se non mondiale.

Ribadisco allenatore ideale. L’ho sempre pensato (e l’ho tenuto per me) nel momento in cui Gabriele Gravina (in carica dal 2018) si è dimesso da presidente della Federcalcio due giorni dopo la figuraccia della Nazionale in Bosnia, Nazionale così esclusa per la terza volta consecutiva dai Mondiali. Con Gravina ha lasciato anche Rino Gattuso cittì.

Adesso è giunto il momento di ringraziare Silvio Baldini non senza ricordare d’essere in ottima compagnia: il primo, forse l’unico a esporsi è stato il mio (nel senso che a lui devo tutta la mia carriera giornalistica) Direttore sia al Guerin Sportivo sia al Corriere dello Sport – Stadio: Italo Cucci.

Italo Cucci sostiene dall’inizio di maggio la candidatura di Silvio Baldini (quella di un CT delle giovanili fin dall’addio di Mancini, Bollini o Baldini) perché è per la figura dell’allenatore federale. Giustamente Cucci ricorda che Marcello Lippi si affidò al blocco della Juventus quando l’Italia del calcio vinse il Mondiale 2006; che Roberto Mancini (vittoria all’Europeo 2020 giocato nel ’21 causa Covid) è cresciuto con Azeglio Vicini nell’Under 21; che Vicini affrontò il Mondiale 1990 giocato qua a casa nostra appunto con il nucleo dell’Under 21 e propose il gioco più bello. “Pazienza” dice Cucci se poi l’Italia incontrò Maradona in semifinale.

Sento – come Italo Cucci – aleggiare i nomi altisonanti di Guardiola e di Antonio Conte (ancora). Il problema vero è che la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) non vuole rinnovarsi, se dovrà scegliere come nuovo presidente uno tra Giovanni Malagò (presidente del CONI per tre mandati) e Giancarlo Abete (presidente della FIGC dal 2007 al 2014).

Ciao Silvio Baldini, ritorna a far crescere i tuoi ragazzi Under 21.

D’altronde Silvio Baldini ha un cognome sportivamente vincente: Ercole e Stefano li conoscete, no?

Ercole ha detenuto il record dell’ora su pista, ha conquistato due medagli d’oro (una su strada, l’altra su pista) ai Giochi Olimpici e un altro oro ai Mondiali su pista da dilettante; ha anche vinto – tra i tanti successi – un Giro d’Italia, nel 1958.

Stefano (che è stato anche un ottimo mezzofondista) nella maratona si è laureato campione olimpico ad Atene 2004 ed è stato due volte campione europeo.

Caro Direttore Cucci, mancano pochi giorni al 22 giugno, data dell’assemblea elettiva della Federcalcio: insista fino in fondo: lei può.

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