Forti emozioni
La quarta giornata del Sei Nazioni riserva grandi sorprese e rimescola le carte. Non solo la storica vittoria dell’Italia sull’Inghilterra, ma anche la Scozia che batte la Francia e riapre la classifica… si gioca tutto all’ultima giornata.
di Gigi Marchitelli
Cosa succede all’Inghilterra? È lecito chiederselo: dopo dodici vittorie di fila, compreso il primo incontro del Sei Nazioni, contro il Galles, tre sconfitte: Irlanda, Scozia, Italia. La squadra che lo scorso anno era la mina vagante del torneo oggi è costretta a lottare per non vincere il cucchiaio di legno (e molto, in proposito, può l’Italia, che la prossima settimana incontrerà il Galles). Insomma, la squadra della rosa c’è e non c’è: a Roma è partita in assetto offensivo e ha portato a casa il primo tempo (10-12), ma ha subito la pressione di un’Italia che ormai ha imparato a resistere a ogni costo e a non mollare mai fino a spegnersi nel finale del secondo tempo e, dopo la meta del grandissimo Tommaso Menoncello nel primo tempo, incassare la meta di Leonardo Marin che decretava la storica prima vittoria dell’Italia sulla nazionale inglese, 23-18 il risultato finale, e una grande conferma: quest’anno l’Italia c’è e, anzi, il quarto posto in classifica è persino penalizzante rispetto al gioco espresso.

Venerdì si era giocata Irlanda-Galles, a Dublino.L’Irlanda ha superato il Galles con il punteggio di 27-17 ma ha dovuto faticare più del dovuto per portare a casa il successo.
All’Aviva stadium di Dublino gli uomini di Andy Farrell hanno avuto la meglio sui Dragoni solo nel finale grazie ai punti messi da parte in avvio di partita (la meta di Jamie Osborne al 6′ e al piazzato di Crowley – autore anche di una meta– dieci minuti dopo).
Grande prestazione dei ragazzi di Steve Tandy che hanno dato del filo da torcere ai Verdi mantenendo in piedi il risultato, e quindi la gara, fino al 63′ (19-17 dopo la marcatura di James Botham).
Ma i rossi sembrano destinati addirittura al whitewash, quest’anno: molta buona volontà ma gioco disorganizzato. L’Irlanda non è più la squadra che, due-tre anni fa, poteva aspirare al titolo mondiale, ma mantiene una sua solidità.

In casa, a Murrayfield, la Scozia gioca la sua miglior partita del Sei Nazioni 2026 per 65 minuti e riapre tutti i discorsi per la vittoria finale del torneo: la Francia, che si presentava da imbattuta, si ritrova annichilita da sette mete avversarie e 50 punti subiti.
Dopo un primo tempo bellissimo e complessivamente equilibrato, gli highlanders rientrano in campo con l’obiettivo di non lasciare il pallone alla Francia. Sotto pressione i transalpini sono andati in tilt tra il 40′ e il 65′: in questo lasso di tempo la Scozia ha creato un vantaggio incolmabile marcando quattro volte, e meritandosi la vittoria.
Senza nulla da perdere, anzi a caccia del bonus offensivo, i minuti finali sono stati dei bleus che arrivando fino al 50-40 finale riescono a non perdere troppo anche nella differenza punti. Nel complesso, si sono viste nella partita ben 11 mete, mica male come spettacolo!| Tutti i parametri saranno importanti all’ultima giornata, considerando che Francia e Scozia sono entrambe in vetta alla classifica del Sei Nazioni 2026 con 16 punti. Un risultato che va bene anche all’Irlanda che, a 14 punti, è ancora in gioco per la vittoria finale del torneo.

A questo punto l’ultima giornata sarà decisiva e l’incontro clou sarà quell’Irlanda-Scozia che decreterà anche il vincitore della Triple Crown (il trofeo per la squadra britannica che sconfigge le altre tre, che è alla portata della Scozia). Ma anche Francia-Inghilterra avrà il suo interesse, mentre l’Italia andrà a giocare in Galles contro una squadra che certamente vorrà evitare di uscire dal torneo sempre sconfitta.
Tecnicamente, la Francia può aggiudicarsi il torneo per la seconda volta di fila (è ancora in testa alla classifica, ma per il differenziale dei punti segnati, a pari punti con la Scozia) ma bisognerà vedere cosa combina la Scozia: e, come dicevamo, anche l’Irlanda è ancora in gioco, nel caso battesse gli scozzesi e i francesi si trovassero di fronte un’Inghilterra infuriata per la trasferta romana.
Insomma, tutti i giochi sono ancora aperti, può persino uscire un terzo posto per l’Italia. Che, in ogni caso, quest’anno se lo meriterebbe.