Il caso di Barbra Banda e i test di genere nel calcio

di Emanuele Di Casola

La stella del calcio femminile zambiano esclusa dalla Coppa d’Africa. L’accusa di Human Rights Watch: “La FIFA incoraggia questi test

Mentre sotto l’ombrellone si discute di calciomercato e dei nuovi acquisti dei club, per alcune calciatrici femminili la realtà è ben lontana da questa e regolamenti discutibili impediscono addirittura la partecipazione ai tornei.

È uno degli argomenti più discussi in ambito sportivo negli ultimi tempi. Si parla della possibilità, per atleti o atlete transgender, di gareggiare con la categoria alla quale si sentono di appartenere. Un argomento controverso che negli ultimi anni è diventato bollente. La necessità è quella di una particolare riflessione nella stesura dei regolamenti delle federazioni, così da evitare episodi spiacevoli per atlete e atleti, garantendo allo stesso tempo competizioni equilibrate e regolari. 

Barbra Banda ha creato la Barbra Banda Foundation, un’organizzazione che promuove l’emancipazione e i diritti delle donne zambiane.

Fonte Foto: Facebook Barbra Banda

Il caso Barbra Banda

In questo senso, è di pochi giorni fa la notizia dell’esclusione di Barbra Bandadonna e nazionale classe 2000 dello Zambia – dalla Coppa d’Africa Femminile. La stella della nazionale aveva partecipato regolarmente ai Giochi Olimpici dello scorso anno, mettendo a segno due triplette durante il torneo.

La calciatrice, che dal 2020 è in forza all squadra cinese dello Shanghai Shengli, è stata estromessa dalla competizione organizzata dalla CAF (Confédération Africaine de Football) per l’elevato livello di testosterone riscontrato nelle analisi di genere. 

Come riportato dal Washington Post e da Human Rights Watch, la procedura di verifica del genere delle atlete è incoraggiata dalla FIFA. La federazione internazionale, attraverso una politica in vigore dal 2011, permette di sottoporre le atlete a questi test sulla base del semplice sospetto della federazione o di un ufficiale medico. Un sospetto che non può che derivare da stereotipi di genere legati all’aspetto fisico delle atlete.

Come riportato dal testo del regolamento FIFA “Gender Verification”, la richiesta di verifica del genere deve essere supportata da “motivi e prove”.

Fonte Foto: Facebook Barbra Banda

Un caso, quello di Banda – donna che non può partecipare a una competizione femminile – che ha creato non poco imbarazzo, e in relazione al quale pare che nessuno voglia prendersi la responsabilità, rimbalzata tra la stessa CAF e la federazione calcistica dello Zambia.

Una squadra, quella zambiana, che è arrivata in semifinale di coppa nonostante l’esclusione del suo capitano dalla competizione. Sconfitta dal Sudafrica, la compagine giocherà la finale per il terzo posto contro la Nigeria.

Banda ha comunque seguito la squadra in Marocco per la Coppa d’Africa per stare vicina alle compagne di squadra, e nella speranza vana che le cure di abbassamento dei livelli di testosterone le permettessero di prendere parte alla competizione.

Fonte foto principale: Barbra Banda Facebook

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