Bergamo chiama, lo sport risponde: 90 secondi per accendere la Fiamma social
In attesa dell’arrivo della Fiamma Olimpica il 2 febbraio, il Comune di Bergamo lancia una sfida alle associazioni. Tra i video in gara c’è quello della Pegasus: l’unica voce arcobaleno che chiede spazio nel cuore della città.
di Cristian Salvatore Miglietta
Bergamo, 25 gennaio 2026 – La Fiamma Olimpica non è mai solo fuoco. È un simbolo che brucia per illuminare, un passaggio tra i popoli per dire: “siamo qui per giocare in pace tutti insieme”. Bergamo si prepara a riceverla il prossimo 2 febbraio, ma nell’attesa ha chiesto al suo tessuto sportivo più vivo, quello fatto di associazioni, palestre di quartiere e di volontari, di raccontarsi.
L’iniziativa “Accendi lo spirito olimpico” è una chiamata alle armi (pacifiche) dello sport di base: un video di 90 secondi per condensare anni di sacrifici, di spogliatoi, di quella retorica sana fatta di amicizia e impegno. C’è tempo fino a stasera per postare sui social, per dire “ci siamo anche noi”. In palio non c’è una medaglia, ma qualcosa di forse più prezioso per chi vive di passione locale: il video più emozionante sarà proiettato sul grande schermo durante la cerimonia ufficiale, davanti a tutta la città.
Ed è qui, in questa agorà digitale che sta per riversarsi in piazza, che la cronaca sportiva incontra il sociale. E tra le tante realtà che hanno risposto all’appello, ce n’è una che porta in dote un messaggio che va oltre il gesto atletico.
La Pegasus Sporting Club, realtà che i lettori di Sportopolis conoscono bene per il lavoro svolto sull’inclusione, ha raccolto la sfida. E il dato su cui riflettere non è tanto la qualità del montaggio o lo slogan finale, quanto la solitudine, e il coraggio, della loro partecipazione. In una Bergamo dalle forti tradizioni, che si appresta a diventare vetrina olimpica, la Pegasus è l’unica realtà sportiva dichiaratamente LGBTQIA+ a metterci la faccia (e il video).
Marco Arlati, anima della società, non ne fa mistero: esserci il 2 febbraio sul “Sentierone”, mentre passa la Fiamma, non sarebbe un premio alla vanità, ma un atto politico nel senso più nobile del termine. Significherebbe dire che lo spirito olimpico non ha orientamento sessuale, che la fatica è uguale per tutti e che una squadra arcobaleno ha piena cittadinanza sportiva al pari di un oratorio o di un circolo d’élite.
Il loro video racconta esattamente questo: la normalità dell’eccezione. Bergamo ha l’occasione di dimostrare che essere Capitale dello Sport significa essere capitale di tutto lo sport. La giuria sceglierà il video più “originale ed emozionante”, recita il bando. Ma l’emozione più grande, spesso, non sta in un gol spettacolare, ma nel vedere riconosciuto il diritto di esistere e di giocare la propria partita alla luce del sole.