CiclismoEditoriali

Il ciclismo italiano è una partita di tressette

Leggi e statuti non vengono rispettate, Pella sconfina e Dagnoni bussa a denari

di Nando Aruffo

ROMA – I campionati italiani di ciclismo hanno offerto a RaiSport l’occasione per offrire spazio una volta di più a coloro che gestiscono il ciclismo di vertice italiano.

Sabato scorso Francesco Pancani ha intervistato il presidente della Lega del Ciclismo Professionistico l’On. Roberto Pella; il giorno dopo la replica del presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni, ospite di Stefano Rizzato.

La materia del contendere è semplice:

  1. inosservanza dei rispettivi statuti;
  2. rispetto di regole, norme e leggi.

Facciamo un po’ di chiarezza. È impresa ardua però proviamoci.

Partiamo da un punto fermo: l’11 giugno scorso il presidente Cordiano Dagnoni annuncia, con apposita delibera, la sospensione della convenzione che regolamenta i rapporti tra Federazione Ciclistica Italiana e Lega del Ciclismo Professionistico. Il successivo 22 giugno il Consiglio Federale (unico organo competente per decidere) conferma tale sospensione.

La firma di tale convenzione risale al 13 agosto 2024 non è consultabile sul sito della Federciclismo bensì su quello della Lega del Ciclismo Professionistico (LCP).

Per due anni, Dagnoni tace: evidentemente gli sta bene che Pella abbia drenato soldi pubblici per rianimare corse in via d’estinzione e per avocare a sé settori che non sono professionistici: società e corridori di categoria Continental più l’attività femminile.

Pella è stato eletto il 29 aprile 2024 e a fine anno era già riuscito a far introdurre nella Legge di Bilancio (Finanziaria) un finanziamento straordinario di 7,3 milioni di euro destinato al triennio 2025-2027

Lasciando da parte tre ministeri, il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Unioncamere (Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura), Pella è riuscito a far avere alla LCP un bel po’ di euro, non certo quanti ne ha ricevuti la FCI da “Sport e Salute”.

Evidentemente stava bene, a Dagnoni, vedere le fotografie di Pella in primo piano nelle pagine di pubblicità che la LCP compra regolarmente da 48 mesi sui tre quotidiani sportivi. Pubblicare i risultati (come nel caso del recente tricolore di Filippo Ganna) non conta. “Al cliente – mi hanno detto – interessano che ci siano foto e dichiarazione del presidente”. Già, il cliente: il ciclismo è un cliente, non è più uno sport.

Adesso, improvvisamente, Dagnoni esce dal torpore e si accorge che Pella è andato oltre i suoi compiti. Riprendiamo un passo dell’intervista su RaiSport: “Se c’è questa capacità da parte dell’onorevole Pella di reperire risorse importanti, perché non poter magari in qualche modo essere di sostegno anche ad una Federazione che invece, purtroppo, da parte di “Sport e Salute”, può far conto solo di quelli che sono i contributi ordinari e niente di più”.

Contributi ordinari e niente di più? Vediamo:

  1. Per il 2026 la FCI ha ricevuto da “Sport e Salute” 9.675.888 euro;
  2. per il 2025 ha ricevuto 9.650.303 euro; per il 2024 ha ricevuto 9.819.281 euro;
  3. per gli anni 2023, 2022 e 2021 ha ricevuto sempre 9.661.243 euro.

Sono quasi 50 milioni di euro in cinque e fermiamoci qui, perché Dagnoni è stato eletto il 21 febbraio 2021.

Fino a un anno fa Dagnoni non bussava a denari: all’approvazione del bilancio 2024 (comunicato del 28 giugno 2025) Cordiano Dagnoni aveva usato ben altre parole, un tono decisamente trionfalistico: “L’attivo di bilancio che consolida la solidità della FCI e ci permette di programmare con la dovuta tranquillità il cammino verso Los Angeles 2028 e affrontare nuove sfide”.

Una precisazione: “Sport e Salute” non eroga contributi né a simpatia né a pioggia. I contributi ordinari sono assegnati in base a ciò che ogni federazione sportiva è in grado di fare. Nella fattispecie:

  1. 60% in base ai risultati;
  2. 30% per l’attività (ovvero diffusione e pratica della disciplina sul territorio, il numero di tesserati e le società affiliate);
  3. 10% per impatto sociale e parametri di gestione interna.

Tutto è consultabile online.

In poche parole: questa convenzione non andava firmata: andava riscritta, perché non è una convenzione: è una delega.

Riscriviamo anche un’altra considerazione di Dagnoni: “Se c’è questa capacità da parte dell’onorevole Pella di reperire risorse importanti, perché non poter magari in qualche modo essere di sostegno anche ad una Federazione che…”.

Eccolo qua il vero nocciòlo della questione: le risorse. Soltanto una questione di vil denaro? O forse, meglio, una questione di come questo vil denaro venga gestito e chi sia il destinatario.

Ricominciamo.

Punto 1) Le risorse che Pella riesce a reperire possono essere messe in discussione soltanto dal consiglio e dai soci della medesima LCP, non certo da una qualsivoglia federazione. Nell’intervista rilascia a Pier Augusto Stagi direttore di Tuttobiciweb Dagnoni afferma: “La sospensione è nell’ottica di una tutela maggiore … a breve ci saranno i nostri revisori che andranno a vedere com’è stata la gestione di questo periodo, perché al di là di quello che è stato contestato fino ad adesso, di tante invasioni di campo, di azioni inopportune, il CF ha deciso di verificare anche com’è stata la gestione dall’interno”.

Caro direttore collega Pier Augusto, mi sa che dovresti chiedere al presidente Dagnoni una rettifica di quello che ha detto, non prima di fargli leggere lo statuto della federazione che presiede.

All’Art. 22 – COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI: COMPOSIZIONE E FUNZIONI.

Il Collegio dei Revisori dei Conti ha il compito di: controllare la gestione amministrativa di tutti gli Organi della Federazione; (omissis) esaminare ogni tre mesi verifiche alla cassa… eccetera.

In altre parole: Il Collegio dei Revisori dei Conti della Federciclismo non può andare a spulciare nei conti della Lega del Ciclismo Professionistico, perché la LCP medesima NON è un Organo interno della Federazione e non è neanche una Struttura Periferica (Punto 8). La LCP è un’associazione di diritto privato che gestisce il movimento del professionismo su strada su delega della FCI.

A questo punto ogni altro pensiero è superfluo.

Cordiano Dagnoni (ph da www.cordianodagnoni.it)
Robereto Pella (ph da Comune di Valdengo)
Gruppo di cicliste in gara (ph BiciTvGruppo di cicliste in gara (ph BiciTv

APPROFONDIMENTI PER MAGGIORI INFORMAZIONI

https://www.tuttobicitech.it/podcast_list (Trasmissione del 22 giugno 2026 nr 328 con Davide Cassani e Cordiano Dagnoni)

https://legaciclismoprof.org/wp-content/uploads/2025/04/Scansione-Convenzione-LCP-FCI-firmata.pdf

https://www.federciclismo.it/articoli/consiglio-federale-approvato-il-bilancio-consuntivo-2025/
https://www.federciclismo.it/articoli/consiglio-federale-approvati-bilancio-2024-e-nuovi-contributi-ai-comitati-regionali/
https://www.federciclismo.it/federazione/carte-federali/

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *