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Maratona di Roma: una corsa di pace e di solidarietà benedetta dal Papa

di Pamela Fabiano

ROMA – Non è stata solo una sfida contro il cronometro, ma un lungo abbraccio che ha unito le strade della Capitale al cuore della cristianità. La Maratona di Roma 2026, svoltasi domenica 22 marzo, ha visto trionfare il Kenya con l’impresa di Asbel Rutto, ma a vincere è stato il messaggio di inclusione e di pace che la maratona ha trasmesso e che è stato affermato anche da Papa Leone XIV.

Il saluto di Papa Leone XIV

Infatti, durante l’Angelus domenicale, Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero speciale ai 36.000 corridori provenienti da 166 nazioni diverse. “Questo è un segno di speranza”, ha dichiarato il Pontefice, auspicando che lo sport continui a “tracciare sentieri di pace, di inclusione sociale e di spiritualità”. Un richiamo forte, che ha trasformato la competizione agonistica in un momento di riflessione sulla crisi attuale che il mondo sta vivendo a causa di guerre e conflitti.

Athletica Vaticana: sport e spiritualità

La polisportiva della Santa Sede, Athletica Vaticana, è stata tra i protagonisti del fine settimana. Le celebrazioni sono iniziate sabato 21 marzo con la tradizionale Messa del Maratoneta nella Basilica dell’Ara Coeli al Campidoglio, dove atleti e fedeli si sono ritrovati per un momento di preghiera comunitaria.

Sul piano agonistico e simbolico, Athletica Vaticana ha schierato le sue staffette solidali, composte da dipendenti vaticani e atleti rifugiati. Tra la folla, a testimonianza di quanto lo sport sia radicato nelle istituzioni d’Oltretevere, si è distinta anche la partecipazione attiva di un Cardinale, l’arcivescovo di Algeri Jean-Paul Vesco, che ha tagliato il traguardo tra gli applausi dei presenti.

La Coppa degli Ultimi

Il momento più toccante è stata la consegna della Coppa degli Ultimi, il riconoscimento che la Santa Sede assegna per premiare non la velocità, ma l’umanità. Un premio che sottolinea come la vittoria più grande risieda nel non lasciare indietro nessuno, valorizzando l’impegno di chi corre per dare voce ai più fragili. La Coppa degli Ultimi alla Maratona di Roma 2026,  è stata conferita nel Circo Massimo al World Pacer Team, la squadra di 252 runner pacemaker più grande di sempre (certificata nel Guinness dei primati). Il premio riconosce il loro impegno solidale per sostenere i partecipanti fino all’ultimo chilometro e la loro collaborazione con la Caritas di Roma.

Asbel Rutto, vincitore della Maratona di Roma 2026.
Foto: Ansa

I numeri di un successo

Con un numero record di partecipanti e un’organizzazione che ha saputo fondere l’eccellenza sportiva con l’accoglienza universale, la Maratona di Roma si conferma anche quest’anno un appuntamento unico al mondo. Mentre Asbel Rutto scriveva il suo nome nell’albo d’oro della corsa, migliaia di amatori scrivevano una pagina di fraternità e di inclusione lungo i 42,195 km più suggestivi del mondo.

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