CalcioEditoriali

Se questa è una partita

Considerazioni su un incontro di Nations League che forse era meglio non giocare.

di Gigi Marchitelli

Teste basse durante l’esecuzione dell’inno avversario. Lutto al braccio per una delle due squadre. Nessuna stretta di mano tra i giocatori. Nessuno scambio di gagliardetti. Campo neutro, per impossibilità di garantire la sicurezza nei rispettivi paesi. E anche per la partita di ritorno, domenica, è previsto campo neutro. Curiosamente, entrambe i “campi neutri” in paesi amici della nazione poi risultata perdente sul campo da gioco. Impossibilità di accedere allo stadio per i tifosi dell’altra nazione, la vincente. Anche per quelli che avevano già acquistato il biglietto. Però, 150 tifosi della squadra poi sconfitta sono invece riusciti ad assistere alla partita. Qui siamo solamente ai dati dell’incontro (finito 0-3, per la cronaca): poi ci sono settimane di retroscena. Prese di posizione e mancate prese di posizione (soprattutto ai piani alti del calcio europeo, anche in considerazione del fatto che una delle squadre in questione non è europea e non avrebbe titolo a giocare in una competizione europea), ricatti, accuse, pressioni di ogni tipo… Davvero lo sport è al di sopra della politica? (Per la storia completa vi rimando all’articolo di Giorgio Di Maio su Ultimouomo).

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