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Marco Arlati guida la rivoluzione etica e digitale del CONI Lombardia

Nasce la Commissione “Intelligenza Artificiale e Politiche ESG”. Non per sostituire la fatica del campo con le macchine, ma per salvare le associazioni sportive dalla burocrazia e rivendicarne il peso sociale.

di Cristian Salvatore Miglietta

Roma, 6 marzo 2026 – Mettete da una parte il fango sui tacchetti, il profumo della canfora negli spogliatoi e l’urlo di un allenatore di provincia. Dall’altra, mettete stringhe di codice, algoritmi generativi e acronimi finanziari. Sembra un ossimoro, l’ennesimo scontro tra il lato romantico della vita e la freddezza della Silicon Valley. Eppure, è esattamente in questo spazio di mezzo che si gioca la partita decisiva per la sopravvivenza dello sport di base.

Il CONI Lombardia lo ha capito e ha deciso di non restare in panchina a guardare il futuro che passa. Per il quadriennio 2025-2028, ha istituito la nuova Commissione “Intelligenza Artificiale e Politiche ESG” (Environmental, Social e Governance). A guidarla, con il ruolo di Presidente, è stato chiamato Marco Arlati.

Non è una nomina di facciata. Chi mastica lo sport del territorio sa benissimo che la recente riforma del settore ha trasformato le piccole e medie realtà (le storiche ASD e SSD) in vere e proprie imprese, caricandole di complessità strutturali ed economiche che rischiano di schiacciarle. In questo scenario, la tecnologia non è un vezzo per club miliardari, ma un salvagente per chi fa fatica a far quadrare i conti.

“Ringrazio il Presidente Marco Riva per la fiducia che ha riposto in me – ha dichiarato Arlati a margine della nomina –. Sono onorato di assumere la Presidenza di questa nuova Commissione. Il nostro obiettivo è farne un asset strategico per l’evoluzione dello sport lombardo: porteremo all’interno delle federazioni, delle ASD e delle SSD l’intelligenza artificiale e le politiche ESG, traducendole in strumenti concreti come i bilanci sociali”.

Ecco la parola magica: bilancio sociale. Significa smettere di misurare il valore di una società sportiva solo contando i trofei in bacheca, e iniziare a certificare quanto quella realtà incida sull’inclusione, sull’educazione dei giovani, sull’ambiente.

L’IA diventa quindi la leva per sgravare i dirigenti (spesso volontari) dal peso gestionale. “Credo fortemente nell’IA come leva per migliorare la gestione, la pianificazione economica e lo sviluppo strategico delle realtà del territorio – sottolinea Arlati –. L’intelligenza artificiale può diventare un alleato fondamentale per affrontare le nuove complessità in modo innovativo ed efficiente”.

E non dimentica il cuore del problema: “Le politiche ESG rappresentano l’evoluzione strategica del valore dello sport, in connessione con il terzo settore e con le comunità. Lo sport non è solo competizione, ma anche un potente motore sociale, educativo e inclusivo”.

Per tradurre questa visione in pratica, Arlati non sarà solo. Il CONI ha schierato un gruppo multidisciplinare, capace di unire diritto, tecnologia e finanza:

  • Carla Trotti, Commercialista e Revisore Legale della sostenibilità, esperta in digital transformation sportiva;
  • Maria Luisa Garatti, Avvocata civilista specializzata in diritto sportivo e Presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Brescia;
  • Sara Siverio, Innovation & Transformation Manager;
  • Giorgio Ambrogi, Giornalista e figura chiave della comunicazione del CONI Lombardia;
  • Mauro Sapelli, Commercialista esperto in consulenza e revisione per il mondo sportivo.

“Ringrazio tutta la mia squadra – conclude il Neopresidente –. Lavoreremo fin da subito per sviluppare progettualità concrete e continuative. L’obiettivo è portare in modo sistematico l’intelligenza artificiale e le politiche ESG all’interno dello sport lombardo”.

La palla ora è al centro. La sfida non è insegnare a un software a fare gol, ma usare l’algoritmo per permettere a migliaia di ragazzi di continuare a correre su un campo vero.

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