Zona Schiuma: a Tor Marancia lo sport romano ritrova la sua voce tra un boccale e un microfono
Quattro giornalisti, un pub e la voglia di scardinare la retorica istituzionale. A Piazza Lante nasce un video-podcast che mescola la diretta social al calore del bancone. Perché le storie migliori, in fondo, si raccontano sempre davanti a una birra.
di Cristian Salvatore Miglietta
Roma, 19 febbraio 2026 – Il pub, prima ancora di essere un locale, è uno stato d’animo. È l’agorà moderna dove le distanze si accorciano, i ruoli si azzerano e la verità, complice una pinta, viene a galla più facilmente. Non è un caso che la nuova frontiera del racconto sportivo romano, quello che non si accontenta delle veline stampa ma cerca il sudore, i campi di periferia e il tessuto sociale, riparta proprio da qui. Da un bancone nel cuore di Tor Marancia.
Siamo allo Schiuma, in Piazza Lante Federico Marcello. È tra queste mura che, due volte al mese, nei fine settimana, prende vita Zona Schiuma. Definirlo solo un video-podcast sarebbe fargli un torto: è un esperimento ibrido, un’ora e mezza di trasmissione che cammina sul filo sottile tra lo streaming digitale e il sano calore della piazza.
Dietro al progetto ci sono quattro giornalisti, uniti da anni di gavetta, radiocronache, blog e narrazioni sul territorio. In cabina di regia a tessere i fili c’è Sergio Pannocchia, mentre a dettare i tempi e le provocazioni al microfono troviamo il tridente composto da Marco Bonifacio, Michele Spuri e Stefano Valente.
“L’idea di Zona Schiuma nasce dalla nostra voglia di rimetterci in gioco,” ci racconta Sergio, distillando l’essenza del progetto. “Dopo diverse esperienze passate insieme, volevamo costruire qualcosa che fosse nostro al 100%. Qualcosa che si evolvesse e uscisse dai canoni dell’istituzionalità o dalla comunicazione classica“. Scardinare, quindi, il gessato. Adattare il linguaggio sportivo alla contemporaneità senza perderne l’anima, creando un prodotto “diverso” che si adatti al giornalismo di oggi, ma in maniera originale.
Il menù di Zona Schiuma è strutturato su tre direttrici chiare. Si parte dall’attualità sportiva, commentata senza filtri; si passa per l’interazione con il pubblico (online e fisico) attraverso quiz e giochi; ma soprattutto, si va a intercettare le realtà sportive del territorio. Piccole, medie e, chissà, presto anche grandi: proprio di recente è stata ospite Lupi Roma Outsport, A.S.D. di calcio a cinque che noi di Sportopolis abbiamo già incontrato per il progetto TimeOut. Zona Schiuma è, insomma, lo sport sociale che trova casa.
Ma la vera intuizione è il format a doppia via. “L’idea del pub è molto bella per il semplice fatto che l’obiettivo è costruire una doppia trasmissione,” ci spiega ancora Sergio. “Da una parte lo streaming, per essere visti da chiunque a casa. Dall’altra, l’idea di portare le società sportive e le persone curiose a bersi una birra di fronte a noi, sentendo chiacchierare di sport“.
In un’epoca in cui il calcio e le discipline locali sono spesso ridotte a freddi algoritmi o a salotti televisivi asettici, Zona Schiuma compie un’operazione di resistenza culturale. Riporta la parola al livello degli occhi, mescolando la tecnologia di una diretta live con il tintinnio dei bicchieri. Tor Marancia ha un nuovo megafono. E finché ci sarà qualcuno disposto a raccontare la fatica di una piccola associazione sportiva davanti a una birra artigianale, lo sport di base non sarà mai davvero solo.
Potete seguire Zona Schiuma sui loro canali social: Instagram, Youtube e Twitch.