La corsa di Rosa: 50 anni con il diabete, dalla Costa dei Trabocchi al Tempio di Luxor
di Alessio Fresco
Cinquant’anni di convivenza con il diabete di tipo 1 e un oro di categoria alla Mezza Maratona di Luxor. Basterebbe questo per riassumere la straordinaria forza di volontà di Rosa, una donna che ha trasformato la sua diagnosi in un inno allo sport e alla resilienza.
Il suo viaggio inizia nel 1976. «La diagnosi è arrivata, come spesso capita, con un ricovero in ospedale – racconta Rosa – Ebbi però la fortuna di avere uno zio medico che propose ai miei genitori di farmi intraprendere un’attività fisica per aiutarmi moralmente. Fu uno dei pochi, in quegli anni, a consigliare a una persona diabetica di fare sport: iniziai a sciare».
La corsa, invece, è entrata nella sua vita anni dopo, in modo inaspettato. A causa di un lipoma inoperabile al collo, l’unico rimedio suggerito dai medici fu quello di praticare un’attività aerobica intensa. «Così ho cominciato a correre – ricorda – Ho fatto tantissime mezze maratone, superando innumerevoli difficoltà fisiche e psicologiche e trovando, al traguardo di ogni gara, enormi soddisfazioni». Quello che era nato come un ripiego clinico si è presto trasformato in uno stile di vita essenziale, rivelandosi negli anni uno strumento fondamentale per la gestione della glicemia.
Le nostre strade si sono incrociate nel 2016, grazie alla delegazione abruzzese di ANIAD (Associazione Nazionale Italiana Atleti con Diabete) di cui Rosa è stata socia fondatrice, presidente e ora vice presidente. Il suo impegno associativo parte da lontano: dalle partecipazioni agli eventi nazionali “Diatletica” a Tirrenia fino alla fondazione della sezione Abruzzo, di cui è stata presidente, portando a Pescara l’evento nazionale nel 2015.
Il nostro incontro è avvenuto in un momento storico cruciale: l’avvento delle tecnologie avanzate per il diabete, come sensori e microinfusori. Abbiamo iniziato un percorso di crescita condiviso. Il mio ruolo è stato quello di affiancarla tecnicamente, unendo la preparazione atletica a strategie nutrizionali e alla gestione del microinfusore, per permetterle di spingersi al massimo in totale sicurezza. I risultati non si sono fatti attendere, culminando nel 2023 con il trionfo di categoria alla Mezza Maratona delle Piramidi in Egitto.
L’Egitto, per Rosa, non è solo una meta sportiva ma anche il punto di partenza per una nuova sfida solidale. «Insieme con un’amica egiziana abbiamo ideato un progetto nel Mediterraneo per sostenere donne obese e con diabete attraverso l’attività fisica – spiega Rosa – Siamo in attesa dei fondi europei ma continuiamo a cercare vie alternative per trasformare questa idea in realtà».
Oggi, guardando indietro, mi rendo conto che se da un lato sono stato il suo allenatore, dall’altro sono io ad aver ricevuto la lezione più grande. La storia di Rosa ci insegna che, a dispetto delle terapie rudimentali di cinquant’anni fa e degli ostacoli imposti dalla patologia, i limiti esistono solo per essere superati di corsa.






